Foto di Nicola Ianuale

Foto di Nicola Ianuale

Di Lorenzo Franzetti

Dalla pagina Facebook di Paolo Tiralongo

Dalla pagina Facebook di Paolo Tiralongo

Senti il profumo dei mandorli mischiarsi a quello del mare: ad Avola quello è il senso di libertà più profondo. L’odore che ognuno si porta nel cuore, quando è costretto a emigrare: Paolo Tiralongo ha fatto la valigia che aveva 15 anni. Destinazione: Bergamo. «Per diventare un corridore, per inseguire un sogno: lo volevo più di qualsiasi altra cosa, tanto che avevo lasciato anche la scuola per correre in bici».

Ad Avola, città delle mandorle e del celebre vino (il Nero d’Avola), può capitare che nasca anche la passione per il ciclismo: «Perché al mio paese, i ragazzini possono ancora giocare in strada. Possono stare all’aperto, sentirsi liberi: e la bicicletta è la compagna fedelissima, per molti anni. E così, le sfide in bicicletta, tra bambini, sono tra i giochi preferiti. La passione, ad Avola, nasce così».

Voglia di sfidare altri piccoli sognatori, con bici di ogni tipo: in cima, ad Avola antica… tra i resti della città distrutta dal terremoto del Seicento. «Una salita di otto chilometri, bella, non durissima, ma teatro di tante sfide. Anche tra i cicloamatori».

Paolo Tiralongo ha cominciato così, ma poi ha fatto una valigia che era ancora un mezzo bambino, ed è volato nella fredda Bergamo, per inseguire un sogno: sogno che, in realtà, è poi diventato un lavoro. Lavoro di gregario: «Gregario, sì, perché ne vado orgoglioso di quello che faccio. Non solo a portare le borracce, ma a spendere le energie nei momenti clou, per il tuo capitano».

Carmelo Barone, professionista anni Settanta e Ottanta, di Avola come Tiralongo

Carmelo Barone, professionista anni Settanta e Ottanta, di Avola come Tiralongo

Capitano, che quest’anno all’Astana, è un altro siciliano, Vincenzo Nibali, da Messina: «Siamo diventati amici da poco, prima ci conoscevamo da colleghi, ma non ci era mai capitato di frequentarci molto.  Da un po’ di tempo, invece, ci siamo conosciuti molto bene, abbiamo vissuto molti giorni assieme e abbiamo pedalato e faticato gomito a gomito. Lui è di Messina, ma il nostro orgoglio è di essere siciliani. Ora siamo un bel gruppetto, tra i professionisti».

Siciliani in bicicletta, tutti ragazzi con la valigia: «La Sicilia avrebbe tutto, ma proprio tutto per poter fare ciclismo: il clima, le strade poco trafficate, le salite impegnative. Eppure, correre in Sicilia è molto complicato, perché le squadre hanno pochi mezzi, non ci sono gare.  Non c’è possibilità di emergere se non con una scelta coraggiosa: quella di fare la valigia ed emigrare in regioni con più tradizione».

Anche Avola sarebbe perfetta: «C’è tutto, è vero, dall’aria buona, al clima. E le strade sono perfette, poco trafficate, con le salite vicino, ma anche percorsi panoramici e suggestivi, come ai laghetti di Cavagrande».

Gregario orgoglioso, Paolo Tiralongo, come uno tra i pionieri del ciclismo ad Avola: Carmelo Barone, ciclista anni Settanta, gregario di Moser, capace di vincere anche corse importanti. Anche Tiralongo, pur rimanendo nel suo ruolo, si è concesso vittorie prestigiose, nella sua carriera: «E se ci sarà spazio per me, ci riproverò anche quest’anno, al Giro. Certo, il mio capitano Nibali è il primo pensiero: voglio proprio vincerlo, questo Giro. Ovviamente con Vincenzo».

La fantasia siciliana contro il ciclismo “tutto calcolato” degli inglesi: sarà questa la chiave del Giro 2013? «Indubbiamente la Sky di Wiggins è la squadra più forte, soprattutto perché il capitano può contare su uomini di grande caratura come Cataldo, Henao e Uran, tutti corridori che potrebbero anche puntare a grandi risultati personali, sulla carta. Ma anche noi dell’Astana siamo molto determinati: sarà una gara molto tattica, tra le squadre più forti. Però, attenzione, io non vedo un Giro focalizzato sulla sfida tra Wiggins e Nibali: ci sono Cadel Evans, Samuel Sanchez, Ryder Hesjedal, Michele Scarponi, tutta gente che non è venuta al Giro per portare a spasso la bici…».

I laghetti di Cavagrande, un paradisio nell'entroterra di Avola

I laghetti di Cavagrande, un paradisio nell’entroterra di Avola

La fantasia e l’istinto di Nibali, però, rende sempre tutto imprevedibile: «Vincenzo è molto preparato e può vincere il Giro. La sua dote migliore è proprio quella capacità d’inventare: ammiro molto questo suo coraggio. In corsa, sa inventare azioni non da tutti: spesso se ne parla in corsa, anche pochi chilometri prima. Lui vede la corsa chilometro dopo chilometro e sa sempre giocare con la fantasia».

Un Giro d’Italia che Tiralongo vede insidioso soprattutto nell’ultima settimana: «Gli ultimi tre giorni, secondo me, saranno quelli decisivi: perché lì, ogni giorno potrebbe succedere di tutto. Certo, per arrivare a giocarsi il Giro in quei giorni, occorrerà correre bene, praticamente alla perfezione per tre settimane: squadra compresa».

Paolo Tiralongo, ciclista con la valigia, come Nibali: ha iniziato tutto da solo, da un piccolo sogno cullato dalla brezza della sua Avola. Col vento in faccia, quel vento profumato di mandorle: un Giro che pensando a Tiralongo, Nibali e agli altri isolani, ha il sapore della Sicilia, caldo, fragrante. Anche se in Sicilia, quest’anno non ci andrà.

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