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Di Guido P. Rubino (foto GR e RCS)

“Iniziano quelle solite tre settimane al termine delle quali mi mancherà qualcosa per tutto l’anno”.

Un appassionato ha descritto così, in due righe, attesa ed emozione del Giro d’Italia. Una corsa che è più di una gara in bici per gli italiani. Una corsa che parte da una città simbolo della bicicletta che si sta facendo largo a fatica, ma con forza, nelle abitudini delle persone. Andare in bici si può, ovunque. È la sfida intrapresa dal sindaco di Napoli De Magistris (e intervistato da cycle! Nel numero 3, presentato proprio alla vigilia della Corsa Rosa). Qualche napoletano applaude, qualcun altro storce la bocca. De Magistris è amato alla follia (l’ho visto da vicino, è anche un bell’uomo, confida qualcuna) o criticato aspramente. Ha preso decisioni forti a favore della bicicletta che, in qualche caso, sono state criticate anche da qualcuno che pedala. «Non basta dipingere per terra il simbolo di una bicicletta per fare una pista ciclabile», si lamenta qualcuno. Altri criticano il tratto di lungomare chiuso al traffico che tiene lontani i clienti dei negozi.

03052013-1V2A1947«Ma dove vogliono andare tutti che quando aprono quel tratto di strada si crea una coda unica. Mica fanno compere quando sono intrappolati in auto» dicevano due ragazzi alla Mostra d’Oltremare, visitatori curiosi di Bicinmostra, esperimento di fiera partenopea.

«Altri sono talmente contrari che a volte ci si parano davanti mentre pedaliamo sulla ciclabile e non ci fanno passare. E qualche vigile si gira dall’altra parte. Inutili le rimostranze, bisogna passare oltre nella convinzione che qualcosa possa cambiare e stia finalmente cambiando».

96mo Giro d'ItaliaA Napoli si pedala e la gente guarda incuriosita i campioni magrissimi che sfilano alla presentazione delle squadre. “Ci vorrebbe qualche pizza buona” commenta la signora in carne. A dire il vero Taylor Phinney ci ha pure provato a farla la pizza. Ma era solo una “sceneggiata”, c’è già da partire a tutta in 130 chilometri da fare su è giù per Napoli su strade restaurate per l’occasione.

Il via è qui. È il sabato della Grande Partenza. Perché il Giro non inizia, il Giro parte e non si ferma più. Nella sua scia rosa fa protagonista anche il pubblico che guarda. Pazienza se è un po’ di meno rispetto ad altre zone d’Italia. Anche il pubblico cresce. E quando sale in bici non si ferma più. Neanche dopo tre settimane.

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L’ingresso a Castel dell’Ovo sul lungomare di Napoli. Il Giro parte da qui.

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Tutte le tappe all’ingresso del castello. Napoli è lo sfondo.

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Salvatore di Vilio, autore di iPhonegrafie, la mostra dedicata alla bicicletta con scatti (notevoli) fatti utilizzando solo un iPhone.

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Antonio Schiano, marchio storico delle due ruote partenopee, festeggia i 90 anni dell’azienda al Gambrinus, affianco a Piazza del Plebiscito dove è appena terminata la presentazione ufficiale dei corridori.

 

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Maglia Rosa di sfondo sulle fotografie di biciclette quotidiane. L’opera di Di Vilio.

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