Da roadtovalorbook.com

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Bartali e quel Tour nel giorno dell’attentato a Togliatti…

«Gino Bartali me l’ha raccontato tante volte. 14 luglio 1948, lui era sulla spiaggia davanti all’albergo a Cannes, il Tour quel giorno riposava. Seduto sulla sdraio fumava una sigaretta e disegnava sulla sabbia la mappa della tappa del giorno dopo, le salite, i punti in cui avrebbe potuto attaccare. A un certo punto arriva un dipendente dell’hotel.

– Monsieur Bartalì, au telephone s’il vous plait… .
– Pronto?
– Pronto, Gino, ciao, sono Alcide De Gasperi, ci davamo del tu una volta….

Bartali sapeva dell’attentato a Togliatti perché quasi tutti gli inviati erano stati richiamati in patria, e De Gasperi, dopo i convenevoli andò al punto.
– Gino, puoi vincere il Tour?

Bartali non stava andando bene, in classifica era staccato di parecchi minuti. Gino fu schietto.
– Eccellenza, il Tour non lo so, ma la tappa di domani la vinco.

La tappa la vinse, si prese la maglia gialla e poi infilò una serie leggendaria di vittorie che lo portò a Parigi in trionfo. De Gasperi lo chiamò a Roma per ringraziarlo, gli disse che si meritava un regalo, l’Italia aveva un debito con lui. A quell’offerta Bartali rispose.

– Eccellenza, non è che quest’anno posso evitare di pagare le tasse?
E De Gasperi (con Andreotti presente).
– Mi spiace Gino, questo proprio non è possibile….
Bartali ringraziò e se ne andò senza chiedere niente.

[Dall’intervista di Claudio Sanfilippo a Gianni Mura sul numero 3 di cycle! in libreria da giovedì 9 maggio].

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