Puccio a braccia alzate al Giro delle Fiandre 2011: era la gara Under 23

Puccio a braccia alzate al Giro delle Fiandre 2011: era la gara Under 23

Riccardo Forconi con i suoi ragazzi della Ceramica Flaminia Fondriest

Riccardo Forconi con i suoi ragazzi della Ceramica Flaminia Fondriest

Forconi e Borgheresi, due ragazzi del Pirata. Oggi, da anni, lavorano accanto ai giovani: sempre e comunque nel ciclismo. E la storia di Puccio, la giovane maglia rosa,  è passata anche da loro. Un siciliano, Puccio, ma ciclisticamente umbro e toscano… «Protagonista di memorabili sfida con Diego Ulissi, che da Juniores era l’altra stella del ciclismo giovanile», spiega Simone Borgheresi che di Salvatore Puccio è stato direttore sportivo nel 2011.

Oggi, festeggia anche Borgheresi: perché Puccio in maglia rosa è una soddisfazione per tutti quelli che hanno aiutato il ragazzo a crescere. «Il merito maggiore va a Riccardo Forconi», vuol precisare lui. Forconi altro fedelissimo del Panta dei tempi d’oro scoprì Puccio qualche anno fa: «Lo vedevo correre contro di noi della Vangi, da Juniores, e da solo a volte riusciva a metterci in difficoltà. Lo volevo nella mia squadra, riuscii a portarlo con me, al team Hopplà, nel 2011: e sono contento di averlo aiutato. Aveva bisogno di cominciare a credere in se stesso, doveva convincersi di essere un corridore vero. Dal punto di vista psicologico attraversava un momento delicato: e in quella stagione è venuto fuori con tutto il suo valore tecnico e umano». Un ragazzo molto legato alla “sua” Umbria e al suo vero scopritore, Orlando Ranucci. Al primo anno da dilettante, un brutto incidente rischiava di compromettere la sua carriera: e, invece, Puccio è venuto fuori…

Anche Borgheresi con Puccio si prese belle soddisfazioni, quando lo seguiva in ammiraglia: «La più bella giornata, dal mio punto di vista, fu quando Salvatore vinse una gara proprio al mio paese, a Greve in Chianti. Fu una gara spettacolare e lui fu davvero protagonista. Ricordo ancora, con lui in fuga, che l’affiancai con l’ammiraglia e ci guardammo negli occhi, un’intesa tacita. E lui capì che doveva attaccare: e vinse».

Tre qualità caratteriali? «Disponibile, umile e aperto».

Per inquadrarlo dal punto di vista tecnico? «Un corridore completo, che ha buoni mezzi. Può essere molto valido a lavorare per gli altri, ma sa anche vincere. Se il team Sky lo ha voluto in squadra, non è un caso».

Puccio in maglia rosa, che bella emozione: non solo per lui, ma per tante persone che l’hanno aiutato a crescere come corridore e come uomo. E che portano con sé tanti ricordi: «Come la bella giornata al Giro delle Fiandre under 23. Puccio vinse di classe, una bella giornata di sole anche nelle Fiandre, che tutti ricordiamo con piacere».

Simone Borgheresi, direttore sportivo di Puccio, in una foto da corridore

Simone Borgheresi, direttore sportivo di Puccio, in una foto da corridore

Borgheresi e Forconi sorridono e un po’ si emozionano, pensando a un ragazzo che hanno aiutato a crescere. E continuano nel loro lavoro, nell’ombra, al fianco di un ciclismo italiano che, a livello giovanile, ha bisogno di idee nuove. E la loro idea nuova è molto importante: «Con il team Ceramica Flaminia stiamo portando avanti un discorso già molto avviato in altri paesi europei, ma che in Italia facciamo ancora fatica a sviluppare: una squadra continental, dunque, di corridori professionisti, tutti giovani. Ma che, secondo il regolamento nuovo, potrebbero gareggiare anche nelle gare nazionali dilettantistiche. È un progetto che aiuta i giovani a inserirsi meglio nel mondo dei professionisti, confrontandosi con un corridori molto più esperti e, al tempo stesso, c’è la possibilità anche di correre e cogliere qualche soddisfazione con atleti di pari età. In Francia, in Portogallo, nei Paesi dell’Est, è già così. In Italia, siamo i primi…».

Con qualche problema… «Sì, perché gli organizzatori di gare dilettantistiche italiane non ci invitano. Non ho ancora avuto un ingaggio in Italia. Perché? Evidentemente il nostro progetto non è stato ancora compreso. Peccato, perché questo è un progetto bellissimo che offrirebbe una grande opportunità al nostro movimento».

Ma, intanto, alla tivù c’è il Giro… «Con Puccio in maglia rosa». E un pezzettino, un brandello di quella maglia rosa, se la sente anche un po’ sua, Simone Borgheresi. Ricordando le maglie rosa di Pantani, da suo gregario prezioso.

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