Campagnolo 80

di Guido P. Rubino (foto GR, video GR e montaggio L.L. Ferrari)

Alla fine una lacrima è spuntata anche sul volto di Valentino Campagnolo che, per una volta, ha concesso un’eccezione al suo stile sobrio e impassibile. Elegante, come sempre, ma emozionato, nella sua azienda a salutare il mondo del ciclismo che ha celebrato gli ottant’anni di un marchio che per i ciclisti è diventato, nel tempo, efficienza, vanto, necessità, vezzo, moda, desiderio.

Campagnolo 80

Alfredo Martini

Un bagno di folla e di campioni da perdere il conto di tante vittorie. Da Adorni a Merckx, da Lemond a Indurain, poi Hampsten, Gimondi, Moser, Cipollini, Janssen, Zanardi, Macchi… tutti sotto la benedizione di Alfredo Martini e a rispolverare un ricordo col marchio alato. Martini, storico direttore sportivo della nazionale italiana di ciclismo, ha tirato fuori un telegramma speciale. Perché Tullio Campagnolo non dimenticava mai di ringraziare. Non trascurava niente Campagnolo, a costo di seguire personalmente, in macchina, il corridore cui aveva dato un prototipo da provare. E se non funzionava come avrebbe voluto, alle cinque di mattina era già in azienda a limare, a modificare, a inventare. E nel giorno della celebrazione, assieme a tanti campioni c’erano anche i costruttori: Ugo De Rosa, Ernesto Colnago, Pinarello, i responsabili di Bianchi e altri. Mentre sullo schermo andava la storia del cambio, scorreva il racconto del ciclismo con le vittorie che non passano mai, quelle a colori e quelle in bianco e nero.

Giro d'Italia 2013 Tappa 17

Giovanni Visconti a Vicenza

Emozioni e meccanica fino al clic digitale dei componenti più moderni
che, proprio nel giorno della celebrazione, hanno trionfato a pochi chilometri dalla sede dell’azienda: Giovanni Visconti ha portato la sua Pinarello, montata Campagnolo Super Record EPS, prima sul traguardo di Vicenza. Tanto da meritarsi un gruppo speciale, quello dell’Ottantesimo con il logo celebrativo, lo stesso dato anche a Vincenzo Nibali, Maglia Rosa fino alla fine.

La bici di Nibali al Giro, con il gruppo dell'Ottantesimo di Campagnolo

La bici di Nibali al Giro, con il gruppo dell’Ottantesimo di Campagnolo

Una storia pronta a proseguire con altre invenzioni, diverse tra loro ma tutte accomunate da uno sguardo che cerca di saltare un po’ più in là a prevedere esigenze e a trovare soluzioni per una bicicletta che si evolve di continuo.
Tra aneddoti e invenzioni Valentino Campagnolo si è concesso un bagno di folla insolito, ma meritato per aver saputo raccogliere un’eredità difficile tanto era imponente ed averla fatta fruttare con quella spinta di modernità in più necessaria ai tempi moderni. Una ruota che continua a girare sulla scia della passione prima ancora dell’esigenza d’impresa.

Segnaliamo anche la pagina Campagnolo dedicata all’evento.

 

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