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Di Lorenzo Franzetti, da Polsa (Foto di Guido Rubino)

«Più che cronoscalata, l’è una roba da star tento al vento. Se va a trenta all’ora, non è più cronoscalata». Francesco Moser osserva Nibali pedalare a tutta sulle strade verso Polsa: tornanti larghi, qualche rampa, ma anche curve e controcurve in discesa. «Più forte, non c’è storia, non c’è più niente da dire». Il verdetto dell’ex campione di Palù di Giovo è definitivo… Corsa chiusa, a quanto pare: su una salita che i Moser considerano quasi una strada di casa… I Moser, Francesco e Aldo: «Ci ho fatto una tappa importante qui, nel 1970, e arrivava a Brentonico. Ero anche tra i primi, ma, porca miseria che giornata quella…». Il “porca miseria” di Aldo Moser è ancora “caldo”, come se avesse corso ieri… Vinse Merckx: «Prese la maglia rosa. Batterlo era davvero difficile, ma volevo fare una grande tappa, quel giorno e invece forai nel finale… E davanti a me, a pochi metri c’era mio fratello Enzo in ammiraglia Gbc: seguiva un mio compagno, un tedesco, e io lo chiamavo, ma non mi sentiva… E rimasi lì con la ruota bucata. Si faceva l’ultimo tratto che era di strada bianca».

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Polsa è una stazione sciistica inventata quarant’anni fa… «Prima era solo malghe e formaggi – spiega Francesco-. Qui c’erano solo bestie al pascolo, finché il Galassi cambiò tutto».

Il Galassi era Domenico Galassi: «Vendeva trattori, eravamo amici – spiega il fratello Aldo – e noi ne avevamo comprati due. E s’inventò la stazione sciistica».

La Polsa diventò una montagna per turisti e sciatori, ma non troppi: «Io qui disputai la mia prima cronometro- svela Francesco- era il 1970, da dilettante. Vinse un certo Moloni. Io arrivai terzo. Ieri come oggi, stesso percorso: una cronometro in salita e non una cronoscalata. Che vuol dire? Che è veloce, che bisogna essere bravi a gestirsi ia corsa, come una cronometro quasi in pianura. E Nibali ha fatto benissimo così: più forte, poco da aggiungere».

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Dalle malghe e i formaggi agli sciatori, ai cronomen…: «E da non dimenticare i telecronisti – ricorda Francesco-. Qui aveva casa De Zan: per noi Moser non era solo un grande giornalista, era anche un amico. Si veniva qui a trovarlo in inverno: in bici, con gli sci in spalle. E si sciava assieme».

La neve, oggi, è mancata… Nibali ha vinto sotto l’acqua, per ribadire una costante o quasi: «Roba de star tento al vento e al frio», tanto per cambiare. La neve incombe sulle prossime tappe, invece.

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