Tutti contenti a Baku al termine della tappa inaugurale del Giro dell’Azerbaigian, tranne l’atteso Mustafa Sayar, recente vincitore del Giro di Turchia, costretto al prematuro abbandono da problemi di stomaco ed unico ritirato di giornata. Trionfa la squadra di casa di cui è manager il  figlio di Pat McQuaid, David, e che presenta l’ex Sky Jeremy Hunt nelle vesti di direttore sportivo.

la partenza della prima tappa

la partenza della prima tappa

Di Gian Paolo Grossi, da Baku

La Synergy Baku Cycling Project fa centro al primo colpo con il tedesco Christoph Schweizer, padrone addirittura per distacco di una volata disputata in leggera ascesa: ventisei anni, già in luce quest’anno al Taiwan Kom Challenge, era tra i papabili al successo della corsa disputata nel centro di Baku, sulla distanza di 157 chilometri quasi completamente pianeggianti. Varrà la pena di tornare, prima della conclusione della breve corsa a tappe azera, sulla nascita di questo team ed ogni promessa è un debito. Ma oggi è soprattutto il caso di concentrarsi sul debutto della kermesse caucasica, promossa dall’Uci alla categoria 2.2. Una ventina di fuggitivi accumula quasi sette minuti di vantaggio, resistono in 13 ed il congiungimento col gruppo avviene soltanto a 500 metri dall’epilogo. Schweizer sorprende ogni aspirante finisseur e sul traguardo piazza una ventina di metri di distanza tra sé e l’intero plotone, regolato dall’ucraino Averin (Atlas Personal Jakroo) davanti all’olandese Van Trijp (Rabobank Development), a completare il podio.

SONY DSC“Non pensavo potessimo annullare la fuga – spiega il vincitore appena indossata la maglia azzurra di leader -, la nostra squadra aveva McConvey in quel gruppetto e credevo fosse un serio candidato al successo. Poi, nel finale, l’inatteso ricongiungimento è stato l’ideale trampolino di lancio per un successo di qualità”. Al podio Schweizer è accompagnato da un compagno di squadra particolare, Eichin Asadov, unico azero in gruppo. “E’ un’esperienza fantastica correre a questo livello” finirà per ammettere. Festeggiano gli appassionati locali, un po’ perplessi ma divertiti nel prendere conoscenza di uno spettacolo che non appartiene loro. Grande partecipazione giovanile al via, probabilmente indotta a scopo promozionale, ma la sensazione è che la bici sia ancora un concetto astratto in questo Paese. Come potrebbe essere diversamente, se la benzina costa pochissimo e avventurarsi per strada su due ruote è altamente sconsigliabile? Con la corsa si riparte domattina: da Baku a Ismailly, per 183 chilometri impegnativi conditi da quattro asperità e oltre 2000 metri di dislivello. Insomma, è sfida vera.

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