di Gino Cervi, foto di Alessandro Trovati e  Touring Club Italiano

«Nel 1897 un commerciante di arredi sacri con la passione dei viaggi e della scrittura, in un’Italia ancora poco nota agli italiani, percorreva, tra lo stupore generale, le coste della Calabria in bicicletta. Quell’uomo era Luigi Vittorio Bertarelli, “un milanes in mar” come si definiva egli stesso, cofondatore del Touring Club Ciclistico Italiano, tra i primi maestri dell’arte del viaggiare. Non un turista ingenuo, che passa “accanto ad una quantità di belle cose senza saperlo”, ma un “viaggiatore colto… munito di un cannocchiale che porta la sua visione oltre i limiti comuni”.»

Così si legge nella prima aletta del libro di Luigi Vittorio Bertarelli, Insoliti viaggi. L’appassionato diario di un precursore, a cura di Luca Clerici, Touring Club Italiano, Milano 2004.

insoliti viaggi

E qui sotto è l’incipit del reportage Calabria e Basilicata. Cinque giorni di escursioni ciclistiche (1897). Bertarelli è alla fine del suo viaggio, ma con bell’effetto letterario usa questo forward per iniziare il suo reportage di pioniere cicloturistico. Si trova a Paestum, seduto tra le colonne del tempio di Nettuno, che oggi verrà sfiorato dalla terza tappa del Giro d’Italia. I suoi «suggerimenti pratici» esprimono, a distanza di centosedici anni, concetti di stupefacente attualità. All’epoca la bicicletta era il device d’avanguardia – oggi sarebbe l’ultima versione dell’iPad – ma erano in molti, «ciclofobi di diverso grado», tra cui molti amministratori pubblici, a guardarlo con sospetto, se non con ostilità. Da allora abbiamo attraversato il Novecento, e l’era della motorizzazione collettiva; oggi la bicicletta si ripresenta in tutta la sua rinnovata portata di rivoluzione culturale. E anche noi siamo qui a punzecchiare per sgonfiare il “pneumatico dei pregiudizi”.

Giro 2013: terza tappa, Sorrento-Marina di Ascea. Foto di Alessandro Trovati (www.alessandrotrovati.it)

Giro 2013: terza tappa, Sorrento-Marina di Ascea. Foto di Alessandro Trovati (www.alessandrotrovati.it)

 

«Scrivo in un intercolumnio del tempio di Nettuno a Pesto. Sono appoggiato all’ara che vide i sacrifizi; sul mio capo si librano gli architravi monolitici, che sfidano da ventiquattro secoli la falce del tempo; ai miei fianchi sono la Basilica colossale e il Tempio di Cerere. Una selva di colonne sorge dall’ampia pianura malarica, tra le stoppie e i canneti che vanno a bagnare le radici del Tirreno, di cui mi giunge il rombo solenne.
Questo è tutto quanto rimane di Posidonia, fondata dai Dorici. In questi campi acquitrinosi ora immersi in una tragica desolazione, furono un tempo gli incanti, i fiori, le ricchezze cantate da Ovidio, Virgilio e Marziale, contese da Sibariti, Lucani e Saraceni.
Il sole si avvicina all’occidente in una porpora infuocata che incendia il mare. È uno spettacolo meraviglioso. Un artista puro, conquiso, sarebbe trascinato alla contemplazione e all’estasi. Io, artista inquinato dallo spirito positivo del secolo, mentre ammiro, traggo da tanta bellezza ispirazioni e suggerimenti pratici.

Una copertina inizio Novecento della storica rivista del Touring Club Italiano

Una copertina inizio Novecento della storica rivista del Touring Club Italiano

Perciò scrivo.
Scrivo per voi, ciclisti, cge del turismo serio che dà nerbo al pensiero per lo meno quanto ai muscoli avete fatta un’abitudine, e ritroverete perciò, nel mio, un riflesso del vostro pensiero.
Scrivo per voi, neofiti, che una vigorosa spinta aiuterà a prendere la buona via.
Scrivo anche per voi, o ciclofobi di diverso grado, anche se consiglieri e sindaci: le mie parole vi faranno inarcare le ciglia, vi troverete qui in un mondo morale per voi nuovo e un po’ incomprensibile, ma chissà mai, che questa possa essere punzecchiatura che sgonfi il pneumatico dei vostri pregiudizi?»

 

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