Foto di Tim De Waele/Omegapharma Quickstep

Foto di Tim De Waele/Omegapharma Quickstep

Di Elia Viviani

Prima foto del Giro. Ci sono, ma ancora una volta non a braccia alzate. Io sono quello che si sfoga col manubrio… Ok, ora ci scherzo su, ma l’amarezza c’era. Ho perso la prima occasione, alla prima volata, ma ho quasi vinto, perché mi ha battuto un fenomeno. Niente da dire, Mark Cavendish ha fatto un capolavoro, una gran volata, degna del campione che è. Ho perso, ma me ne sono fatto una ragione: ho la coscienza pulita, avevo fatto tutto bene. Mancava solo la vittoria: pazienza, ci riproverò nelle prossime tappe.

Inizio di Giro  d’Italia davvero bello: Napoli, che bella rivelazione!. Mi sono emozionato, mi è piaciuta moltissimo questa giornata nel cuore della città. Quanta gente! Ero rimasto un po’ deluso dalla scarsa partecipazione alla presentazione della vigilia, a piazza Plebiscito, ma oggi, sulle strade c’era veramente tantissima gente. In alcuni punti del circuito addirittura tre file di persone. Uno stadio a cielo aperto, lungo tutta la città.

Era la tappa perfetta per iniziare, per un velocista come me: e tutto era filato per il meglio. La mia squadra è stata fantastica, nel finale quando abbiamo cominciato a mandar su l’adrenalina, noi eravamo in piena azione, a controllare bene. Sono stato portato nella posizione migliore, al momento giusto. Davanti a me, avevo il mio apripista, Fabio Sabatini: quando si è spostato, io ho preso la ruota che pensavo perfetta. Quella di Matthew Goss: la sua squadra, la Orica GreenEdge era organizzatissima nel finale, io li ho fatti passare, l’australiano è stato pilotato alla grande, ma io ero lì, incollato a lui. Prima di arrivare al rettilineo finale, c’era stata un po’ di confusione, sapevo che dietro erano caduti, davanti eravamo in pochi, ma non avevo idea di chi avessi alle spalle, non avevo il tempo di girarmi e guardare.

Ho appena avuto il tempo di accorgermi con la coda dell’occhio che dietro stava uscendo proprio lui, Cavendish: doveva aver fatto davvero un numero per farsi trovare lì, in quel momento, perché era rimasto intruppato nella confusione dovuta alla caduta. Cavendish era lanciato, io pure, ma un istante dopo: e così, Mark è riuscito a darmi mezza ruota. Questione di frazioni di secondo.

Ho provato a tenerlo, c’ero. Il traguardo si avvicinava e io ero sempre lì a resistere alla sua progressione, ho tenuto bene, ma c’era quella mezza ruota di troppo: velocista contro velocista, in quei momenti è davvero una bella sfida. E a volte uno dei due cede: lì non ha ceduto nessuno tra noi, ma lui era davanti. Io avevo fatto la mia volata, una volata pulita, perfetta, quasi perfetta. Ha vinto lui, ha vinto Cavendish. Per mezza ruota. Ma il Giro è lungo, mi cercherò altre occasioni.

 

Ecco il finale, da Eurosport… in russo!

https://www.youtube.com/watch?v=uwzWth8d8ho

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