image

Di Ilena Lazzaro

Dopo due Tour de France e una Vuelta, l’edizione 2013 di questo Giro d’Italia che si appresta alla conclusione è stato anche il primo per il padovano Marco Marcato, portacolori della Vacansoleil DCM, team world tour olandese. La stagione di questo emigrante, ormai fuori Italia da parecchi anni, non è cominciata nel migliore dei modi: «Un problema al ginocchio mi ha fatto saltare buona parte delle classiche, giocoforza ho dovuto optare per il Giro, questa è la mia prima esperienza».

Qualche piazzamento fino ad ora, e la lunga fuga di Treviso…

«Come team Vacansoleil siamo sempre presenti in corsa, con vari attacchi… Quello che ci manca è finalizzare il risultato. Questo è un Giro un po’ strano, molto imprevedibile se non per la classifica finale, che vedo ristretta a 4-5 atleti, almeno per le vittorie di tappa».

Differenze rispetto a Vuelta e Tour?

«Rispetto al Tour de France il ritmo è  diverso, in Italia si corre con meno stress. In Francia poi, nel mese di luglio, normalmente troviamo caldo e bel tempo, qui al Giro abbiamo preso acqua, vento e neve!».

E le tante temute discese, che hanno messo in difficoltà più’ di un big?

«In discesa bisogna sentirsi sicuri, avere un buon feeling con l’asfalto. L’asfalto cambia in base allo stato che ci ospita… Nel Sud Italia abbiamo trovato un asfalto più sporco rispetto al nord, in Francia ad esempio e’ più granuloso e a mio avviso si tende a scivolare di più. Al Nord invece (Belgio, Olanda)più che di asfalto parliamo di varie tipologie di pavé. Bisogna sapersi adattare alle varie circostanze. Io d’ inverno amo uscire con la mtb, per prendere dimestichezza con il terreno anche in condizioni estreme».

Com’è partecipare al Giro per la prima volta?

«Una grande emozione! Ho sempre sognato, fin da quando ho cominciato a correre, di partecipare alla corsa rosa. Al momento non posso rapportare quello che provo qui con quello che ho provato al Tour; entrare nei Campi Elisi e vedere l’ Arco di Trionfo ti fa sentire un gladiatore nell’arena».

Il tuo sogno per questo Giro?

«Essere in fuga nella tappa delle Dolomiti, sui percorsi in cui mi alleno sempre».

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.