Foto di Guido P.Rubino

Foto di Guido P.Rubino

Di Lorenzo Franzetti, da Merano

Merano, hotel Daniela, piccola pensione a gestione famigliare. Ore 12,30: un ex gregario, il più gregario dei gregari, entra alla testa di una squadra di ragazzi molto giovani. Tutti con il volto triste. Tutti con le gambe stanche.

A cento chilometri di distanza, alle pendici del passo del Tonale, un uomo si allontana solitario, sotto la neve, verso la pianura. Destinazione ignota, sia del suo fisico, sia del suo pensiero. Stava correndo il Giro d’Italia, finché il tradimento è venuto a galla. Ed è fuggito a un drappello di giornalisti, in fuga fino alla solitudine.

“Desiderava fare qualcosa che non lasciasse possibilità di ritorno. Desiderava distruggere brutalmente tutto il passato dei suoi ultimi sette anni. Era la vertigine. L’ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso.”

scinto

Hotel Daniela, Merano, ore 13: un ex gregario con gli occhi rossi, si sente come quei corridori rimasto solo dietro a tutti, senza appigli, senza forze. Davanti a una bistecca di tacchino, si confida davanti a due giornalisti: poche parole tanti sospiri. E un pensiero al traditore: «Due ciaffate non gliele avrebbe tolte nessuno, se me l’avessero fatto incontrare…».

“Un dramma umano si può sempre esprimere con la metafora della pesantezza. Diciamo, ad esempio, che ci è caduto un fardello sulle spalle. Sopportiamo o non sopportiamo questo fardello, sprofondiamo sotto il suo peso, lottiamo con esso, perdiamo o vinciamo”.

Il tradimento porta a una sola domanda, piantata nello stomaco. Un “perché?” che non serve a trovare risposte, ma che alimenta rabbia. L’ex gregario è Luca Scinto, spesso goliardico, esagerato, polemico: in una parola toscano, troppo toscano. L’ex gregario, oggi, si sente un padre che ha trascurato la famiglia per un progetto dedicato al ciclismo. L’ex gregario Scinto si sente dentro a una squadra che è un’azienda di quaranta dipendenti: e il tradimento mette a rischio stipendi, futuro, per quaranta famiglie.

Una domanda è come un coltello che squarcia la tela di un fondale dipinto per permetterci di dare un’occhiata a ciò che si nasconde dietro. (…) Una domanda per la quale non esiste risposta è una barriera oltre la quale non è possibile andare. In altri termini: sono proprio le domande per le quali non esiste risposta che segnano i limiti delle possibilità umane e tracciano i confini dell’esistenza umana.

Luca Scinto, sempre pronto ad aiutare i capitani in corsa, si ritrova dentro a un gioco malato. Dentro a un gioco fatto d’incredulità e pregiudizi là fuori, fuori da quel ristorante, sulle strade e sul web. Il tradimento getta fango su tutto, investe tutti gli onesti del Giro, quelli col mal di gambe. Quelli che hanno vinto con il cuore e che, inevitabilmente, vengono messi in dubbio… L’ex gregario, dentro a un meccanismo perverso, impotente anche da tecnico, al cospetto di un sistema che gira storto. «Là fuori la gente sospetta di tutti e di tutto, Vagli a spiegare ora, che sono stato tradito. Che è andata proprio così». Scinto, l’ex gregario che ha investito sui giovani e i giovani ora gli chiedono conto: per quella scelta, per aver scommesso sul vecchio Di Luca: gli chiedono conto non con le parole, ma con gli occhi…

“Gli occhi, come dice il proverbio, sono lo specchio dell’anima”.

Il tradimento nel ciclismo, tutto travolge: anche quelli col mal di gambe. E il chiacchiericcio, da bar sport, tutto imbianca: realtà monocolore, senza che nessuno riesca ad accorgersi che sotto, ci sono forme e vita. Come una nevicata, il velo bianco del pregiudizio tutto sommerge. Tutto sommerso, come i prati della Val Martello, a fine maggio come a Natale.

“Quando sedete di fronte a qualcuno che si mostra amabile, deferente, cortese, è molto difficile tenere sempre a mente che nulla di ciò che dice è vero, che nulla è sincero. Diffidare (continuamente e sistematicamente, senza vacillare nemmeno per un attimo) richiede uno sforzo enorme e anche un suo allenamento…”

Hotel Daniela, Merano, ore 14: due giornalisti e un ex gregario si guardano negli occhi. E ognuno si costruisce il giudizio sugli altri due. Là fuori, invece, il pregiudizio totale è il prezzo pagare per l’insostenibile leggerezza di un tradimento. L’ennesimo tradimento.

 

(Tutte le citazioni, riportate in corsivo, sono tratte da L’insostenibile leggerezza dell’essere, di Milan Kundera)

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