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Se dico Sorrento, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Bravi! Limoncello è la parola giusta! Mi permetterete questa piccola digressione dal fil rouge dei vini, saltando per un attimo nel mondo dei liquori e sono sicura che non si offenderanno i tanti produttori di vino di queste zone, se oggi parlerò del liquore più famoso d’Italia.

Perché è il Limoncello di Sorrento il vero protagonista di questi luoghi. La paternità del liquore di limoni più famoso del mondo viene contesa fra sorrentini, amalfitani e capresi. Ma la tradizione vuole che la prima a produrlo fu la signora Maria Antonia Farace proprietaria di una piccola pensione a Capri e di una rigogliosa limonaia. Nel dopoguerra il nipote aprì un ristorante, dove a fine pasto veniva servito il richiestissimo liquore di limoni realizzato secondo la ricetta della nonna. Nel 1988 il figlio registrò registro per primo il marchio “Limoncello”. Le ipotesi sulla nascita del Limoncello sono comunque tante e suggestive. Quello che si sa è che oggi è uno dei liquori da fine pasto più apprezzati nel mondo. Apprezzati anche all’estero, tanto che l’attore americano Danny De Vito ha voluto farsene produrre a marchio proprio, il “Danny DeVito’s Premium Limoncello”.

Ma perché non proviamo a farcelo da soli in casa il nostro proprio limoncello? L’ingrediente fondamentale è la buccia del limone. Vanno preferiti quelli della costa sorrentino-amalfitana ovviamente, dalla buccia molto spessa, dal colore acceso e ricca di oli essenziali e dall’aroma molto deciso.

Dobbiamo poi procurarci una decina di limoni non trattati, 1 litro di alcool puro a 95°, 1.200 gr di zucchero e 1 litro e mezzo di acqua.

Come prima cosa dobbiamo lavare e spazzolare bene i nostri limoni in acqua calda, per rimuovere eventuali residui di insetticidi. La cosa migliore sarebbe quella di scegliere limoni di Sorrento non trattati. Versiamo poi 750 ml di alcool in una barattolo grande abbastanza, e aggiungiamo le scorze dei nostri limoni tagliate con un coltello o con il pelapatate, stando attenti a non prendere anche la parte bianca, che renderebbe il nostro liquore amarognolo. L’alcool poi dovrà essere di buona qualità, per evitare che il liquore si trasformi in ghiaccio in freezer. Il barattolo con le nostre bucce a macerare andrà chiuso e sistemato in una stanza buia o in una credenza a temperatura ambiente e lasciato per trenta  giorni. Trascorso il mese di riposo, possiamo procedere col secondo step: l’aggiunta dello sciroppo. Per prepararlo dobbiamo portare ad ebollizione in un pentolino  l’acqua e lo zucchero e che andremo ad aggiungere (una volta freddo) all’alcool messo a macerare con le bucce e ai restanti 250 ml. A questo punto dovremmo coprire nuovamente la nostra caraffa, che andrà riposta per un altro mese abbondante. Dopo circa quaranta giorni, dovremo filtrare il liquore nelle bottiglie scartando le bucce. Il nostro Limoncello è ora pronto da gustare, freddo o a temperatura ambiente, come fine pasto o sul gelato o mescolato ad acqua tonica o prosecco. Il Limoncello è più di un liquore, è quasi un rituale e se è fatto da noi c’è più gusto!

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