Foto di Luca Bettini

Foto di Luca Bettini

Avanti, avanti! Rapidi,

Precipitando a volo,

Noi divoriam lo spazio,

Radendo appena il suolo,

Ed irruente palpita

Pieno d’ebbrezza il cor.

 

Non può corsier contendere

D’agile forza snella,

Non può con noi, di fulgida

Macchina curvi in sella

Né de la corsa il nobile

Torci supremo onor.

 

Ma qual diletto a ‘l pallido

Spuntar de l’alba, in via

Alacremente mettersi,

In lieta compagnia,

E correr correr correre

Lo sconfinato pian.

 

E salir monti e scendere

Ne ‘l divin sole immersi,

Cento ammirar spettacoli

Di Natura diversi,

Gaudio e vigore attingere,

Cercati altrove invan.

 

Fansi d’acciaio i muscoli,

Ne l’esercizio ardito;

S’espande il sen da l’aria,

Che l’urta invigorito;

L’occhio ogni vario ostacolo

Addestrarsi a sfuggir.

 

E noi voliamo, fervidi

A l’opre de la pace;

Ma forti e muti e celeri

Pur nel cimento audace

Noi de la guerra un valido

Potrem soccorso offrir.

 

Oh gioia de ‘l trascorrere

In un dì tanta terra!

Oh gran gioia di porgere

Utile in pace e in guerra,

Molteplice, fulmineo,

Il nostro alto valor.

 

Avanti, avanti! Rapidi,

Precipitando a volo,

Noi divoriam lo spazio,

Radendo appena il suolo,

Ed irruente palpita

Gonfio d’ebbrezza il cor.

 

La poesia s’intitola Canto dei ciclisti e l’ha scritta di Vittorio Betteloni (1840-1910), poeta veronese, vicino alla Scapigliatura, amico del Carducci e, come dimostrano i versi qui sopra, evidentemente attratto dal fascino della “macchina a pedali”, quando il ciclismo lo  praticavano temerari pionieri. La poesia di Betteloni partecipò a un concorso letterario, indetto nel 1900 dal Touring Club Italiano, affinché anche la bicicletta potesse assurgere agli onori poetici, come già, decenni prima, era avvenuto per altre imprese sportive e per mano di glorie letterarie: l’Ode a una mongolfiera di Vincenzo Monti e l’Ode a un giocatore del pallone (ma era il pallone a bracciale, o pallapugno) di Giacomo Leopardi. Betteloni non vinse, perché il successo andò a un altro letterato del tempo, con la passione ciclistica: Olindo Guerrini. Il canto dei ciclisti è tratto dal volume Poesie edite e inedite, a cura di M. Bonfantini, Mondadori, 1946.

Foto di Tim De Waele

Foto di Tim De Waele

 

 

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