di Gino Cervi, foto di Guido P. Rubino

Salvatore Puccio è maglia rosa. Ventitré anni, nato a Menfi, Agrigento, nel 1989, a undici anni si è trasferito con la famiglia in Umbria, dove ancora vive, a Petrignano d’Assisi. Nel Team Sky, che pare controllare tutto a puntino, neanche fossero alla NASA, s’erano persi il regolamento. Sir Wiggo Bradley aveva nobilmente concesso che, del treno Sky, a tagliare per primo il traguardo fosse Dario Cataldo, uno dei due italiani della squadra, quello più famoso. Peccato che ieri Salvatore Puccio fosse il corridore Sky meglio piazzato nell’ordine d’arrivo sul lungomare di via Caracciolo. Da regolamento la maglia rosa tocca a lui, e non a Cataldo.

Stupore dappertutto, tra i telecronisti e anche in sala stampa. Però è così. Cataldo fa buon viso a cattiva sorte: versione ufficiale alla risposta “Ma quanto ti spiace vedere la maglia rosa sulle spalle di Puccio” è “L’importante è che la maglia ce l’abbiamo noi”, ma il fumetto che esce da dietro la testa pare un altro.

Puccio risponde a domande che mezzora prima nemmeno pensava potessero fargli. Tutti allora a cercare qualcosa su Puccio Salvatore e a scoprire che da dilettante, nel 2011, ha vinto un Giro delle Fiandre Under 23. Quanto resta in rosa? Si aprono le scommesse.

Salvatore Puccio, alla partenza da Napoli. Quando ancora non pensava...

Salvatore Puccio, alla partenza da Napoli. Quando ancora non pensava…

 

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