IL ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando

IL ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando

C’è ancora, esiste una giornata nazionale della bicicletta. Istituita con una certa enfasi, quattro anni fa, dall’allora ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, questa giornata si è presto ridotta a una domenica di pedalate, iniziative lodevoli, ma tutte a opera delle associazioni che già operano nel mondo della bicicletta (dalla Fiab ad altre onlus). Insomma, di nazionale e di istituzionale, questa giornata della bicicletta ha veramente molto poco.

«La bici – sottolinea l’attuale il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando – è il simbolo della mobilità sostenibile e intelligente, fa bene all’ambiente e alla salute. Lo straordinario successo che sta vivendo questo mezzo negli ultimi anni è il segnale che è finalmente passata nell’opinione pubblica la convinzione che la bicicletta sia un’alternativa valida per il trasporto delle persone e non solo uno strumento utile per lo sport e il tempo libero». Una bella frase, bike friendly è quella che fa piacere sentire, in occasioni come queste. Tutto qui?

Sul sito del ministero dell’Ambiente si leggono altre belle parole: “Il ministero intende dare l’avvio al programma per l’ “individuazione di criteri e modalità per la realizzazione di una rete di percorsi ferroviari dismessi da destinare a itinerari cicloturistici e avvio di progetti di fattibilità per la conversione a uso ciclabile delle tratte ferroviarie dismesse” con i ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture e trasporti, articolato in due linee di attività. Inoltre sarà ufficialmente presentata al ForumPa 2013 la piattaforma informatica per la valutazione ambientale (Progetto GIMS) dei progetti cofinanziati dal ministero dell’Ambiente con il Fondo mobilità sostenibile, nell’ambito della Convenzione con ANCI. L’iniziativa è anche condivisa con la Conferenza Stato-Città e autonomie locali. Tra i vari indicatori sono stati applicati 9 tipologie progettuali tra cui la mobilità ciclistica. Infine si sta ultimando la realizzazione dell’accordo programmatico con l’ANCI e Ducati Energia che ha per oggetto la sperimentazione presso 42 Amministrazioni Comunali selezionate, di 1.000 prototipi di bicicletta a pedalata assistita ad alto rendimento e a emissioni zero (e-bike 0). Il prototipo è sviluppato da Ducati Energia e presenta delle peculiarità rispetto a una bicicletta di tipo tradizionale”.

Tutto qui? Da pelle d’oca… Dopo una manifestazione bellissima, tenutasi a Milano, dopo i segnali forti, anzi fortissimi che sono arrivati dal web e dal basso a favore della bici, da movimenti spontanei che hanno saputo fare di più, in termine di attenzione mediatica, rispetto alle associazioni trandizionali… si leggon solo belle frasi. Insomma, ancora una volta il Paese si muove in una direzione e lo Stato risponde come se fosse in un altro mondo e con le sue logiche.

Logiche che, leggendo dal sito del ministero, portano a piccole cose, siamo ancora ai progetti di fattibilità e ad accordi che strizzano l’occhio a questa o a quella azienda, come è il caso delle bici elettriche della Ducati. Con tutto il rispetto dei produttori di bici elettriche, senza preclusioni, ma la bici tradizionale, quella semplice ed economica è l’unico vero mezzo totalmente ecologico e tranquillamente utilizzabile sulla gran parte del territorio urbano delle città italiane. Eppure, per le bici elettriche ci si inventa sempre qualcosa, ma uno straccio d’incentivo, un segnale vero, che so, una riduzione dell’iva, per le bici tradizionali? Non sia mai… Lo stato si è dotato di un governo e tutto ricomincia da dove eravamo rimasti, ovvero da “contentini” e provvedimenti che sono “non decisioni”, ovvero progetti per prendere tempo e non cambiare. Decidere, oggi, vuol dire prendere provvedimenti seri e drastici: istituendo le zone 30 nei centri storici, favorendo davvero l’uso della bicicletta, dimostrando in concreto che si vuol cambiare.

E, invece, i provvedimenti che contano si prendono in altri ambiti: il collega del ministro Orlando, ovvero il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, propone lo sconto fiscale per finanziare le grandi opere: grandi soprattutto nel costo. Strade, autostrade, tangenziali, bla bla bla… Incentivi a una pista ciclabile, a una scelta di qualità della vita, a una politica ecosostenibile? Nulla. Solo belle parole, che stanno bene in ogni salotto. E anche un video, perché il video fa scena. In concreto, dal nuovo governo non è arrivato ancora nulla (come già auspicato) di buono.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.