Di Lorenzo Franzetti, da Ivrea, foto di Gio Auletta/Pentaphoto

Le montagne cariche di neve alle spalle: per una tregua. Via dalla Francia, anzi dalla Savoia, il Giro ha imboccato una discesa solo apparente. La tappa delle illusioni, la Valloire-Ivrea: quella dei corridori in cerca di vittorie di tappa, che speravano nella fuga bidone, nel via libera da parte del gruppo della maglia rosa, che invece non c’è stato. Niente regali, oggi. E poi c’era l’illusione di un paesaggio solo apparentemente dolce: con lo sguardo che s’incantava di fronte alla magia di una linea continua, poco più su dell’orizzonte. Illusione ottica, davanti alla Serra d’Ivrea, un anfiteatro morenico che è una magia della natura, un omaggio di madre terra per i romantici del paesaggio.

Per i corridori, tuttavia, l’illusione ottica si è presto svelata: la linea della Serra ha un altro significato… salita. Come quella molto insidiosa e suggestiva, che sale al meraviglioso borgo di Andrate. Una piccola perla sconosciuta di quest’Italia del Giro. E poi giù, a capofitto.  Giochi di abilità, in sella a trabiccoli rigidissimi e leggere come piume.

Tanti ingredienti che hanno trasformato una giornata, apparentemente di attesa, in un concentrato di emozioni: per chi stava in strada e per chi era ai bordi. Fino all’ultimo capitolo… Una volata a tre, che doveva essere a quattro: tutti stranieri i protagonisti del duello. Gesink, Niemec, Intxausti e Kangert, nomi che gracchiano, che fanno un po’ storcere il naso ai cultori dei nomi più musicali…

Centro storico di Ivrea, Gesink si sgonfia: o meglio, la sua gomma. La volata è a tre: questione di freddezza o di cuore. Partita a poker a sessanta all’ora o scommessa dei sentimenti? Entrambe. La freddezza premia, Niemec che sembrava il favorito, sbaglia. E s’impunta come in sella a un mulo: tradito anche dalla tecnologia… La partita a poker si risolve così, senza bluff. La scommessa con i sentimenti la vince Intxausti: i corridori riescono a pescare energie impensabili, quando ci sono di mezzo i sentimenti. Il basco, già maglia rosa, ha una promessa da mantenere: all’amico Xavier Tondo, che non c’è più, e che ha visto morire, due anni fa. «Al secondo anniversario di questa tragedia, gli dovevo la vittoria». La maglia rosa era per sé, giorni fa, era un brindisi alla vita di un ragazzo che aveva vissuto due anni da incubo. La vittoria di Ivrea è, invece, un omaggio al cielo, un tributo a una tra le tante anime che rendono possibili anche i miracoli. Molti corridori ci credono: grazie al cielo.

Giro d'Italia 2013 - 16esima Tappa  - Benat Intxausti (ESP) vincitore di tappa -  Valloire - Ivrea  Km 238 -   (Gio Auletta / Pentaphoto)

Giro d’Italia 2013 – 16esima Tappa – Benat Intxausti (ESP) vincitore di tappa – Valloire – Ivrea Km 238 – (Gio Auletta / Pentaphoto)

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