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Gridi acuti sferzano il silenzio della foresta pluviale, ronzii preoccupanti sembrano circondarci in ogni direzione, risa di studenti in gita scolastica ci fanno tornare indietro con gli anni fino al Liceo, la Natura verdeggiante della zona thailandese che si affaccia sul Mekong, quella ancora oggi chiamata Triangolo d’oro, rivolge il suo sguardo attento verso la Birmania ed il Laos, i vicini di casa.

DSC_0249Anni fa questa zona era considerata una delle più remunerative del Sud Est Asiatico per la presenza consistente di distese di papaveri da oppio… poi, un giorno, hanno iniziato a chiudere le oppierie, o almeno non sono più così facili da scovare fra la fitta vegetazione, e la Thailandia ha trovato fonti alternative per sviluppare la propria economia.  Dal lago di Chiang Saen, dove si può piantare la tenda anche per praticare un po’ di birdwatching,  in sella alle nostre biciclette raggiungiamo il Triangolo d’Oro in poco più di mezzora  di pedalata, attraversando le fiorenti piantagioni di tabacco lungo stradine strette come lame affilate che tagliano i campi. Spostarsi da un luogo all’altro senza bagagli, dopo mesi di viaggio trasportando decine di chili, è un’attività liberatoria ed ogni tanto serve a ricordare quanto sia divertente esplorare un luogo includendo nella visita buche, pozzanghere e discese mozzafiato senza badare a non perdere una borsa!  Era dall’inizio del viaggio che pensavamo a come sarebbe stato arrivare fin quassù: avremmo incontrato guerriglieri birmani in fuga dal governo oppressore? Avremmo dovuto inoltrarci nella giungla con macete e protezioni varie contro gli insetti giganti? Forse la nostra fantasia viaggiava più velocemente di noi e l’influenza dei films di Indiana Jones ci fu letale!

Come ogni luogo troppo turistico che si rispetti, il fascino che esercita sui cicloviaggiatori di un certo tipo è, alla fine, insignificante. Zigzagando fra i pullman stipati di turisti orientali ed occidentali, e meno male che è un giorno feriale in Thailandia, sgomitiamo per affacciarci sul Mekong e scorgere finalmente la costa della nostra prossima meta, la terra di un milione di elefanti, il Laos comunista che sventola la sua bandiera con timidezza soffocato dalle pressioni dell’economia cinese. Il Triangolo d’Oro non è più quello che speravamo di trovare, il turismo di massa è giunto anche in questo angolo remoto della Thailandia, qui non c’è molto per noi.

IMG_0793Riprendiamo il viaggio verso est, verso Chang Khong ed il punto d’imbarco per il Laos. E’ strano quando la mente è già proiettata in un altro luogo nuovo: pedali ma non guardi, non vedi quello che ti circonda, pensi solo a quello che ti stà aspettando oltre il fiume. Dopo la visita al Triangolo d’Oro volevamo solo scappare, lasciarci alle spalle quel postaccio senza anima, costruito ad hoc solo per attirare turisti che comprassero gadget insulsi. Ancora pochi chilometri, ancora qualche pedalata e la nostra bicicletta ci avrebbe condotto alla cittadina di frontiera. Avanziamo veloci verso il confine nord, come proiettati in un’altra dimensione e poi, improvvisamente, quello che ancora non conosci fa paura e non si ha più così tanta fretta di attraversare il Mekong per ritrovarsi in un paese che affascina ma che, allo stesso tempo, spaventa.

Non amo la quotidianità, la monotonia di avere sempre gli stessi ritmi di vita e le medesime cose da fare ogni giorno, ma quando viaggio da tanto, quasi mi mancasse, cerco l’abitudine nei gesti più spontanei come, per esempio, mangiare nello stesso posto se ci si ferma più giorni in una località… è strano ma talvolta, mentre viaggio, mi capita.

DSC_0312Prima di lasciarci trasportare oltre il fiume, oltre il letto pieno e vigoroso del Mekong, decidemmo di fermarci qualche giorno nella cittadina di confine per riprendere fiato ed energie prima di una nuova avventura: la stretta piroga che ci avrebbe portato aldila del Mekong, il corso d’acqua più famoso e controverso d’Asia, poteva aspettare ancora un po’… non sapevamo se a bordo delle strette lance le nostre biciclette si sarebbero sentite molto a loro agio ma, ora con certezza,  possiamo dire che il profumo di una nuova avventura aveva stregato anche loro…

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