CAMELBAK2

Dal punto di vista dell’dell’ecologia, quello che si è chiuso domenica scorsa è stato un Giro d’Italia speciale. È stato il primo, infatti, che ha previsto un recupero sistematico delle borracce non lasciato solo alla passione dei tifosi. Un’iniziativa ecologia partita dopo che qualcuno si è preso la briga di accusare dei corridori, partecipanti a una delle ultime Classiche del Nord, di sporcare l’ambiente gettando via le borracce.
L’idee “rosa” è nata da un accordo tra RCS, organizzatrice del Giro e Camelbak, aziende che produce borracce e sistemi per l’idratazione. Un’iniziativa apprezzata anche dal pubblico perché le borracce gettate dai corridori in apposite aree verdi (anche se non tutti pare che abbiano capito la cosa) venivano raccolte e poi redistribuite presso il pullman Vittoria (l’assistenza neutrale).
Un modo, insomma, per dire ai corridori di dare il buon esempio visto che anche durante le manifestazioni amatoriali si vedono gettare a terra troppe cose da parte dei partecipanti che si calano troppo nel ruolo dei pro’.

bettiniphoto_0145208_1_full CAMELBAKCamelbak, tra l’altro, forniva anche assistenza di rifornimento di borracce, tramite una moto appositamente attrezzata, nelle tappe in cui il supporto delle ammiraglie era difficoltoso, come su alcune salite particolarmente strette.

Di fatto, però, quello del 2013 verrà ricordato come uno dei giri d’Italia dove di acqua dalle borracce se n’è bevuta meno. Ai corridori arrivava già come pioggia e neve. E spesso hanno dovuto combattere il freddo.

«Pensa che la nostra moto anziché portare acqua – ci ha raccontato un responsabile Camelbak – nelle ultime tappe distribuiva tè caldo».

Scherzi del tempo e della montagna, ma l’iniziativa è stata accolta con favore dal pubblico. E c’è da scommettere in una replica per l’edizione 2014. stavolta, speriamo, sempre con acqua fresca da bere. (GR)

foto ©Alessandro Trovati

foto ©Alessandro Trovati

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