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PUGNI CHIUSI. La barba lunga. Da scugnizzo. La concentrazione, la voglia di ridire a tutti, al Gruppo, che lui è il più forte. E Cannonball. O Cannon poche balle rivince per tutti. Parte bene Mark Cavendish, sul primo traguardo – quello napoletano – di un Giro che sembrava non arrivasse mai. Ma è arrivato. Dal profondo Sud. Con allegria.

L’ha agguantata lui, più forte velocista di questi tempi, la prima rosa. Volata bellissima e Mark Cavendish che sbuca ricuce irrompe e dice grazie.  Mentre risuonano i pugni che picchiano forte sul manubrio. I pugni chiusi di Elia Viviani. Il pistard. Bello, perfetto in volata. Un incanto per chi se ne intende. Ma secondo. Anche se lo voleva lui quel traguardo. Anche per mettere a tacere tutti quelli che “lo aspettano alla conferma”, alla consacrazione. Alla vittoria. Che presto verrà, perché mai non credergli. Canzone consigliata “Pugni chiusi-Timoria”.

 

mimmoIL CREDO ROSA. Credo in un solo Giro, che ha un sapore mitico. Che ci accompagna (da sempre)  in un secolo difficile. Come lo sono tutti. Chi più chi meno. Credo in un Giro che porta profumo di rosa e di speranza, anche al Sud di questa Italia meridionale che scopre un profondo amore per le biciclette. E perché non dovrebbe essere così.

Credo  al ciclismo di questi tempi, capace di patire più di tutti  la sofferenza di un’era martoriata da vari GPM fuori categoria. Di quelli che ti fan mettere i piedi giù. Tipo Mortirolo: nel nome un calvario. Perché il ciclismo è scuola di vita. I tempi della crisi, della mancanza di civiltà, di cultura e anche di principi sani. Di gente che  ha perso la pazienza. E vuol tutto subito. Come se fosse sempre un rigore: palla davanti alla porta un calcio e gol. Credo in un solo Giro che parte con la benedizione di Papa Francesco alla maglia rosa. E avrebbero fatto bene a dargliene una seconda da benedire al nostro Papa, o anche la sola: nera, però, da battezzare sull’altare del ciclismo che è sacrificio e sofferenza. Prima di diventare leader per tutti. E’ credo. E anche simpatia. Persino nostalgia. Di Malabrocca. Definito alla perfezione  “oscuro come Sandrino Carrea” da uno storico come Mimmo Franzinelli che per  Feltrinelli ha portato alla partenza del Giro 2013 un nuovo libro. Copertina rosa. Foto in bianco e nero. “Il Giro d’Italia – Dai pionieri agli anni d’oro”. Al km zero di questa nuova corsa rosa c’è anche da sfogliare la storia infinita e il romanzo di uomini e biciclette. Non serve altro. Pedalare per arrivare primi e anche ultimi, loro, i girini. Ammirarli e seguirli, noi, i suiveurs innamorati. E leggere pagina dopo pagina. Il Credo quotidiano.

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