Giro d'Italia 2013 Tappa 1

Foto di Guido P. Rubino

Di Lorenzo Franzetti, da Polsa

Sveglia l’Italia ogni mattina, nelle piazze più belle o sulle strade di provincia. La sua voce racconta il ciclismo all’Italia affacciata alle finestre, fa trepidare la gente in attesa sui marciapiedi. Stefano Bertolotti è la voce che augura buongiorno e buonasera al Giro d’Italia: e rimanda a casa uomini, donne e bambini con l’emozione nel cuore. Le immagini del vincitore, le sue parole. Non è l’unico speaker del Giro d’Italia, ma è l’anima più ciclistica di uno spettacolo a più voci…

Eccolo alla sei giorni di Fiorenzuola con lo svizzero Risi (Foto dal profilo Facebook)

Eccolo alla sei giorni di Fiorenzuola con lo svizzero Risi (Foto dal profilo Facebook)

Vent’anni fa, maggio del ’93, l’inizio di un’avventura: «Era una piccola gara di provincia, a San Martino in Strada: quasi mi vergognavo, non avrei voluto farlo, lo speaker, ma era un impegno che mi aveva preso mia madre». Categoria giovanissimi: bambini alti un metro e una mela con la grinta di Eddy Merckx, genitori in ansia, per una domenica a base di biciclettine, salamelle alla griglia e qualche lacrima, o di delusione o di gioia.  Quasi per caso, ecco il microfono per parlarci dentro e animare la giornata di festa: Stefano Bertolotti ha cominciato così, dentro a una piazza di provincia. Timido, ma curioso di mettersi alla prova.

Tuttavia, nel ciclismo nessuno ci arriva per caso: Stefano è nato e cresciuto in una famiglia in cui il ciclismo era quasi religione. E ha sognato di poter diventare un corridore: «Con risultati scarsissimi, fino a diciassette anni. Ma quando la fatica si faceva esagerata, io non ce la facevo, tiravo i freni e stop». Altro destino, dunque: «Ho trasformato il mio hobby in un lavoro». Non ha prestato le gambe al ciclismo, gli ha donato la voce: trasmettere emozioni è quasi un privilegio, ma bisogna saperlo fare. «Come per ogni cosa ci vuole passione, ma bisogna anche studiare». Trasmettere emozioni alle piazze, all’Italia seduta in cima a un paracarro a quell’Italia che resta lì sullo stradone e aspetta i corridori: un gioco d’immaginazione, un lungo dialogo con la fantasia. Perché la corsa passa o arriva in un minuto, tutto il resto è un pensiero che si costruisce e si sogna nell’attesa: grazie anche alle parole di Stefano Bertolotti.

Stefano Bertolotti ha atteso e sognato come tutti gli appassionati e si è emozionato in prima persona, prima di passare dall’altro lato del ciclismo: «La mia passione è nata con Indurain, Fignon, Bugno. Fare un salto nel tempo e poter commentare e raccontare al microfono le gare di Indurain è il mio sogno proibito».

maltempoDa San Martino in Strada, da quella piccola gara di ragazzini, Stefano Bertolotti ha iniziato un lungo viaggio che ancora non si ferma: in tutti i campi di gara. Il ciclismo e la sua gente, in ogni angolo del Paese: su strada e fuori strada. In pista o nel ciclocross. E molti di quei ragazzini che ha visto e commentato, oggi sono papà con ricordi genuini da raccontare. Altri, invece, sono diventati campioni: «Mi fa un certo effetto, accogliere sul palco del Giro Vincenzo Nibali in maglia rosa, perché ripenso a quando raccontavo le sue vittorie quando era allievo, quando era poco più che un bambino. Ho accompagnato le sue prime vittorie, ma anche quelle di altri ragazzi diventati campioni, da Daniel Martin a Mark Cavendish, quest’ultimo quando venne in Italia per l’Europeo su pista. Era il 2005, credo: e vinse».

La pista, passione romantica oggi, per Stefano Bertolotti è quasi meglio di un bel piatto di risotto lodigiano. I grandi seigiornisti del passato, le coppie mitiche come Martinello-Villa o Risi-Betschart hanno contribuito a farlo diventare uno dei grandi cultori di questo mondo, di un ciclismo raffinato e spettacolare. Ma il ciclismo sulle strade d’Italia oggi è il suo pane…«E una grande fortuna: perché grazie al Giro e al ciclismo ho visto un’Italia meravigliosa, ho parlato davanti a migliaia forse milioni di persone in mille piazze. Ho avuto il privilegio di vedere anche l’Italia più sconosciuta, splendida: in ogni regione, dal Molise alla Sardegna, dalla Calabria alla Valle d’Aosta». Il suo hobby è divetata una valigia da fare e disfare ogni giorno, senza nemmeno il tempo di trovare una fidanzata…

nibaliUn guizzo, un’immagine di una frazione di secondo, il corridore che vince o il gruppo che passa e va: un solo fotogramma da portarsi a casa. La passione per il ciclismo vive di questo. Il resto è fatto di silenzi e parole che raccontano e creano l’attesa: al resto ci pensa una voce. La sua.

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