«L’eremo di san Nicola, un luccicare intenso del mare, i boschi di castagno, inattesi.

“Sì, ci si trovano i funghi, anche i porcini. Ci sono altri sentieri, dalla Pietra dell’Acqua, dalla Falanga,  ma sono meno facili.”

Arrivano in cima e veramente ne valeva la pena. Magrite ha il fiato un po’ grosso, pensa che dovrebbero fumare meno e sa che non ci riuscirà. Peppe elenca una serie di località, ogni tanto passa il binocolo a Michelle che poi lo passa a Magrite. Sembra che ogni vallone, ogni bubbone vulcanico, ogni cosa abbia un nome, a Ischia, Pietra del Mago, Pietra del Turco, Pizzo del Merlo, Pietra Perciata, Buttavento, Selva del Napolitano, Capo dell’Uomo, Erbanera, Terrarossa, Pietra Martone, Perabassa, Selva Massaia, Bosco dei Conti, Gran Sentimento, Punta dello Schiavo.»

Da Gianni Mura, Ischia, Feltrinelli 2012.

Il porto di Ischia

Il porto di Ischia (foto di Guido P. Rubino)

Quel che Ischia rappresenta per Gianni Mura lo potete leggere nell’intervista che Claudio Sanfilippo gli ha fatto nell’ultimo numero di cycle!

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