guareschi

Di Luciana Rota

Che Guareschi l’abbia visto già, una sorta di dejavu (nel 105mo anniversario della nascita!), questo finale di Matera? Potrebbe essere. Era avanti lui. E amava la bici come te. Perché sfogliando qua e là un libro molto bello che si intitola L’Italia in Bicicletta (edizione Excelsior 1881, Collana Limousine, euro 22,50) ad un certo punto te lo trovi ritratto il tuo “Si, no, si, no…JOHN DEGENKOLB!”. E’ in una pagina del volume di disegni, vignette, reportage… A due ruote.

vignettaUltimo chilometro e sudare. E’ lui non ci sono dubbi lungo quell’ultimo km che non finisce più e pare un po’ in salita. Anche se la vignetta di Giovannino Guareschi indica sul cartello di direzione “Colorno”. Variazione: Matera. Quell’arrivo un po’ in salita è sudore e occhi spiritati di fatica. Dopo tanta pioggia e cadute. Tappa tesa. Le parole all’arrivo di John che l’ha macinato quel finale sono emblematiche, del resto. “Ho dato tutto”. Scontato ma neanche tanto.

Sogni rosa. Quel finale è tutto un sogno rosa. E’ una vittoria al Giro, la vittoria del più forte. Ma è anche una maglia rosa morbida da accarezzare ancora una volta. Lavata con perlana. Se l’accarezza Luca Paolini. Che gongola. E si vede bene quanto è concentrato e fiero di questo status. Lo stato di grazia della maglia del leader. Al primo Giro. Perché ci prende gusto chi mastica rosa. E non è amaro.

“E’ bello a notte alta, passeggiare in bicicletta per i viali della periferia, cercare pedalando la carezza fresca dell’aria. Sull’asfalto che, sotto le luci, ha bagliori brevi d’acciaio brunito, le gomme rollano sommesse e cantano la lieta canzone della strada… e rendono sonni agitati alla gente che chiede al letto il ristoro dopo la giornata calda e laboriosa”. Scriveva così ai tempi del Corriere Emiliano il Giovannino Guareschi, dal racconto di Marco Albino Ferrari. Un sognatore a due ruote.

Che ci fa chiudere il libro, dopo aver raccontato una nuova storia. Volta la pagina. E a riposare, con il volume ben nascosto sotto il tuo cuscino: quello di Luca Paolini, umido di tanta pioggia sulla tappa di Matera. Sogni rosa. Che domani è un altro giorno e si vedrà.

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