Marco Benedetti, presidente di InGarda Trentino spa

Marco Benedetti, presidente di InGarda Trentino spa

Di Lorenzo Franzetti

«Con i miei novanta chili, faccio un po’ più fatica. Ma lo spirito della competizione rimane». Marco Benedetti, gardesano di Arco, di professione ristoratore. Con la bici dentro ai ricordi, dentro al cuore: e, ora, nei suoi pensieri. Pensieri di chi lavora in e per un territorio: il lago di Garda. E lavora per mandarci gli altri, in bici, per sognare e vivere emozioni in un contesto naturale meravigliose: pedalare sul Garda., dove la parola Fahrrad è quasi più diffusa della sua traduzione italiana, bicicletta. Perché la Germania è a due ore d’auto e il Garda è un “mezzo mare tedesco”: «Bisogna dare a Cesare, quel che è di Cesare. Gli stranieri sono venuti a insegnarci come valorizzare il nostro territorio con il cicloturismo. Per fortuna, l’abbiamo capito in fretta. Grazie al Bike festival, però: perché dobbiamo molto a questa manifestazione, organizzata da una rivista tedesca in territorio italiano. Da loro è partito lo spunto per una vera e propria economia del Garda Trentino».

Vent’anni fa, il primo Bike festival, un piccolo seme che ora dà frutti sani e abbondanti. A parlare, ora, è il Marco Benedetti presidente dell’azienda per il turismo InGarda Trentino spa. Ma è anche ristoratore, abituato ad abbinare frutti della natura per chi vuol vivere le emozioni nella natura. E, nel suo intimo, è e resta un moseriano: «Qui si cresce a pane e Moser: io ho sempre tifato Moser, da ragazzino. Era lui che ispirava la mia passione e la mia voglia di competizione».

L'inaugurazione della ventesima edizione del Bike festival, a Riva del Garda

L’inaugurazione della ventesima edizione del Bike festival, a Riva del Garda

La bici come strumento per alzare il vento in faccia, davanti a tutti: gioco d’infanzia, voglia di sfida. E ricordi, indelebili, della “prima volta”: «La prima bici non si scorda mai. La mia era una bici presa a prestito, da ragazzino. Era una bici da corsa molto artigianale, me l’ero fatta prestare per una sfida con gli amici, sul monte Velo. La mia prima bicicletta mi consentì di arrivare primo, in cima a questa bellissima salita».

Monte Velo, oggi tra i fiori all’occhiello dei percorsi cicloturistici, ma anche teatro di una tradizione: «Siamo terra di ciclismo, in cui sono nati molti campioni, da Moser a Simoni, ma non solo. Insomma, la tradizione ciclistica ci ha aiutato molto per entrare in una nuova mentalità a misura di bici».

garda2Mentalità, cultura ciclistica: una questione di business che, però, i gardesani devono ancora adottare come stile di vita: « La bici è anche un mezzo di trasporto, questo lo dobbiamo capire. Bisogna imparare a usufruirne di più e meglio per gli spostamenti abituali».

Basta crederci e una società e un territorio possono cambiare. Lo dimostrazione? «Basterebbe osservare la lunga fila di macchine in uscita dall’autostrada, ogni domenica. Auto che stanno venendo sul Garda: basta osservare queste macchine per accorgersi che una su due, ha le bici sul tetto. Mai avremmo pensato che il cicloturismo assumesse una tale dimensione, qui da noi. E, invece…».

Da ristoratore, Marco Benedetti, si misura ogni giorno con le esigenze di chi va in bici e una grande qualità di prodotti tipici. La ricetta ideale per i cicloturisti? «Pensando ai piatti tipici, direi gli strangolapreti che sono a base di pane, latte e spinaci. Ingredienti a misura di ciclista. Certo, il piatto tipico più apprezzato del Garda Trentino è forse la , carne salada, ma quella la vedo meno adatta per un ciclista».

Gli strangolapreti, piatto tipico bike friendly

Gli strangolapreti, piatto tipico bike friendly

Cicloturismo, una scommessa vinta. E ora resta quella vecchia passione da tornare ad alimentare: «I tempi del mio lavoro coincidono poco con gli orari migliori per andare in bici. Ma la voglia di tornare a pedalare c’è sempre». Per una sfida con se stesso, fino in cima al monte Velo. Immaginando di essere Moser.

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