Eva Lechner, vincitrice della prima prova di Coppa del mondo Cross country, in Germania

Eva Lechner, vincitrice della prima prova di Coppa del mondo Cross country, in Germania

Una mountainbike, nella natura, è il miglior spot a favore della bicicletta che ci si possa inventare. Pedalare lento, fatica sì, ma anche abilità, emozioni e tanta natura: uomo, natura, bici in simbiosi. La mountainbike è anche uno sport che produce talenti interessanti e che coinvolge migliaia di tesserati in tutta Italia.

Una ragazza carina, intelligente, simpatica ha vinto domenica ad Albstadt, in Germania, la prima prova di Coppa del mondo: la ragazza si chiama Eva Lechner, altoatesina e numero uno della mountainbike in Italia. Una vittoria importante, prestigiosa. Non accade spesso che si vinca nella mountainbike, ma i nostri giovani atleti sono bravi e talentuosi: in altri Paesi europei, Francia e Svizzera su tutti, le opportunità per i nostri campioncini sarebbero notevoli. In Italia, ci si arrangia: è il destino di tutti gli sport considerati minori.

La mountainbike è considerato sport minore, ma perché? Il numero di praticanti e le potenzialità turistiche, nonché sportive sono decisamente importanti. E, occorre ricordarlo, dal fuoristrada è giunta l’unica medaglia nel ciclismo, all’ultima Olimpiade di Londra, grazie a Marco Aurelio Fontana.

Una vittoria prestigiosa, quella di Eva Lechner, in un Paese, la Germania, che ha investito bene nella mountainbike a tutti i livelli: da noi, però, il successo di un’italiana in mountainbike desta scarso, scarsissimo interesse sia nei media, sia a livello istituzionale e federale. Un trionfo davanti a migliaia di persone, senza italiani o quasi, purtroppo.

In un momento storico decisamente complicato per il ciclismo agonistico italiano, in una fase in cui mettere in bicicletta un bambino viene visto un rischio, a causa dei problemi della sicurezza sulle strade, la mountainbike sarebbe l’alternativa perfetta. Il trionfo di Eva Lechner sorridente è la miglior promozione che si poteva fare: ma, purtroppo, tra qualche giorno, i pochi appassionati che avranno appreso la notizia, quasi non si ricorderanno più di Eva. Fino alla prossima vittoria: è il destino, assurdo e ormai inaccettabile, del ciclismo femminile italiano. Snobbato e rispolverato a seconda delle necessità… In ogni caso, nel nostro piccolo, cycle ti ringrazia, cara Eva. Che la tua immagine possa ispirare migliaia di ragazzine a mollare tivù e giochini elettronici per scegliere un’alternativa bella e, soprattutto, che fa bene alla salute.

Una risposta

  1. cookiekap

    VAI NO SEUS AMIGOS BOTE ACETA DO MAUSE EN CIMA DELE(A) E ESPERE APARECERTIPO UMA FOLHA EM BRANCO E LA ESTA DIZENDU DESFAZER AMIZADE…

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