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Enrico è un personaggio di quelli che si incontrano spesso nel mondo della bici. È un ex pasticciere, ora in pensione. Enrico non è mai stato un ciclista nel senso sportivo del termine, ma vive la bicicletta in un modo tutto suo: non per sport, ma nemmeno come mezzo di trasporto. La bicicletta per lui è più una prolunga di se stesso. E così, appena raggiunta la pensione, ha voluto tre biciclette personalizzate, che avrebbero dovuto essere le sue “3 Caravelle”, ed infatti ha proprio voluto incidere con la vernice su ognuna di queste bici il suo nome: la Nina, con telaio rosso, la Pinta, di colore Blu, e poi naturalmente la bici più bella, quella che lui usa per le lunghe distanze, la Santa Maria, azzurra. Va detto che Enrico non possiede né automobile né motocicletta, ed il suo unico mezzo di trasporto è, appunto, la bicicletta.

La prima grande impresa delle 3 Caravelle, o meglio di una sola, della Santa Maria, è stata quella di raggiungere partendo da qua nella provincia di Pisa la Basilica di San Francesco d’Assisi. Libero da qualsiasi ideologia, la seconda impresa è stata quella di percorrere le strade della Milano-Sanremo. Naturalmente tutti i suoi spostamenti extra-bicicletta al di fuori del percorso sono sempre con il treno, e sempre da solo.

Purtroppo però di recente, durante uno dei suoi viaggi, la Santa Maria è stata rubata alla stazione di Firenze. Questo è stato un brutto colpo per Enrico, che è tornato in treno in lacrime. Ma naturalmente non si è perso d’animo, ed il prossimo progetto ora sarà di portare una delle rimanenti 2 Caravelle a Santiago di Compostela.

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