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Di Gian Paolo Grossi, da Baku

SONY DSCSe ne accorgeranno in pochi, presi tutti come sono a magnificare un Giro d’Italia effettivamente eccellente. Ma agli addetti ai lavori e agli appassionati più famelici non sfugge che oggi scatta da Baku il Giro dell’Azerbaijan, promosso nel 2013 dall’Uci alla categoria 2.2. L’intento degli organizzatori locali è di seguire l’esempio dei “cugini” turchi e di veder possibilmente progredire l’evento a livello internazionale nel giro di qualche anno, tenuto conto che nel 2015 il Paese sul Mar Caspio ospiterà i primi Giochi olimpici europei. Alla corsa azera nessuna squadra italiana è presente al via e pochi sono i nomi eclatanti tra i partenti, perlopiù giovanissimi e suddivisi in 25 squadre tra formazioni Continental e rappresentative nazionali Under 23.

L’attesa maggiore è quella di rivedere all’opera Mustafa Sayar, della Torku Sekerpor, profeta in patria al Giro di Turchia conclusosi domenica scorsa. S’è detto che abbia sorpreso i rivali grazie alla perfetta conoscenza dell’ascesa denominata Vergine Maria. Ora capiremo se questo timido 23enne di Trabzon (l’antica Trebisonda), riemerso da due stagioni d’infortuni e protagonista di un duro lavoro invernale in altura che l’ha catapultato agli onori delle cronache, saprà confermarsi vincendo una corsa che strizza l’occhio agli scalatori. Con 5 sole tappe ma ben due arrivi in salita, è infatti opinione dei più che a prevalere sia un grimpeur.

Il prodigioso (ma anche un po' sospetto) scalatore turco, Mustafà Sayar

Il prodigioso (ma anche un po’ sospetto) scalatore turco, Mustafà Sayar

Tra gli altri protagonisti in lizza nel Caucaso l’ex vincitore di un Giro del Portogallo Nuno Ribeiro (ma accadeva 10 anni fa) e le seconde squadre di Leopard-Trek (diretta da Adriano Baffi e con il figlio Piero in corsa, unica rappresentanza tricolore nella kermesse azera), Astana e Lotto-Belisol, ma pure il Synergy Baku Cycling Project e la squadra Uci, denominata Centre Mondial du Cyclisme, che mette in strada sei giovani ciclisti di altrettante diverse nazionalità.  Si parte con una tappa di 157 chilometri, nel centro di Baku: un circuito pianeggiante di 14,3 chilometri da ripetersi 11 volte. E nessuna apparente difficoltà, traffico escluso. Che a Baku, fuori corsa, è un problema serio.

 

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