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Foto di Alessandro Trovati

Dagli Appennini… alle Alpi. Il Giro nelle Alpi Giulie, prime salite importanti: la più impegnativa, al Montasio. Ai piedi del ghiacciaio più basso d’Italia, a soli 1.900 metri di quota: è il ghiacciaio più a rischio, a causa dei cambiamenti climatici. Un gioiello delle Alpi, sotto al quale si è realizzata l’impresa di Rigoberto Uran. Il noto alpinista e scrittore Julius Kugy, cantore delle alpi Giulie così descrive il Montasio nel suo più famoso testo intitolato  “Dalla via di un alpinista”: …… “se il Tricorno è nelle Alpi giulie il monte più alto e leggendario, la Skarlatica il più selvaggio, il Jalouz il più ardito, il Mangart il più pittoresco, il Monte Solcato (Razor) il più aristocratico, il Jof Fuart il più radioso, il Canin il più strano e ricco di tinte, il Montasio è il più grande e il più possente ….. gli piace distinguersi dalle montagne del vicinato e di mostrarsi sempre dal fondovalle alla cima, con altezze relative di 1.700 – 2.200 metri. Con la sua cresta gigante domina sempre nell’alto e quando appare, non si ricorre alla carta per identificarlo: è lui, non c’è dubbio è il Montasio!”…….   “visto da Nord, dalla Saisera, il Montasio si aderge con pareti spaventevoli. E’ una visione che soggioga, che bisogna vedere, che nessuna descrizione può ridare.”

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