Downhill

Foto di Alessandro Trovati

Giù, a capofitto, verso valle. Dopo la salita, l’acrobazia. Ciclisti equilibristi, a 90 all’ora. Prodigio di tecnica o rischi superflui: un esercizio che ricorda un omino pelato, fortissimo in salita e che in discesa si esibiva in una danza tra telaio, pedali e asfalto in movimento. Come Pantani, ecco un altro equilibrista, impegnato a rubar spazio al vento, a guadagnare energie. Comunque non sufficienti per vincere: la tappa è già in mano a un lungo lituano. Lungo di nome e di fatto: Navardauskas. Che ha battuto l’italiano col nome più corto: Oss. Giochi del destino, mentre in discesa si gioca col brivido.

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