NICU7miIyK47jluB3gti59dk8HEx-iFS5r91Iign4W4Chi dice Abruzzo dice inequivocabilmente Montepulciano d’Abruzzo, il re indiscusso che accompagna le principali pietanze locali. Ancora troppo spesso, a causa del nome, questo vino ottenuto dall’omonimo vitigno, viene confuso dai consumatori di tutto il mondo, con il Vino Nobile di Montepulciano, uno dei grandi vini prodotti invece in Toscana.

La confusione, data dalla coincidenza dei due termini, nel caso del vino abruzzese derivante dal nome dell’uva con cui l’omonimo vino viene prodotto e nel caso del cugino toscano dal nome del celeberrimo paese in provincia di Siena, ha causato una querelle durata molti anni, quasi 40, che ha portato ad un recente accordo in cui le due realtà, non potendo l’una impedire l’utilizzo del nome all’altra, hanno concluso a tarallucci e vino l’annosa disputa. Pace e bene.

Rq0FVUuwwEvYSTozeyTGAhmSlt1Za7IzUl-eeyhoVboTornando al vino di questa tappa, è importante sapere che il vitigno Montepulciano è presente in Abruzzo da tempo immemore ed il vino prodotto è il primo in Italia in termini di quantità. Se bevuto giovane, può essere abbinato piatti leggeri di carne grigliata, come i favolosi arrosticini di ovino. Se invecchiato, può invece supportare piatti più complessi , a base di carni rosse. Perfetto anche con i formaggi pecorini, con i quali può essere servito più o meno invecchiato, di pari passo con la stagionatura del formaggio.

Da segnalare il Cagiòlo Montepulciano d’Abruzzo DOC di Cantina Tollo, un vino dai sentori di cacao, vaniglia e cannella, che riporta ai frutti rossi maturi con note di amarena e more. Un vero velluto in bocca, che divinamente si abbina a piatti a base di funghi porcini o tartufi. Sempre della stessa azienda, segnalo anche il Colle Secco Rubino, dai tannini dolci e vellutati.

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