05052013-1V2A3598di Guido P. Rubino (foto GR)

A Ischia si va in apecar, in auto poco, ma qualcuno osa in bicicletta? A chiedere, certi ti guardano male: «Ma hai presente che salite ci sono qui? – attacca la signora del ristorante sul mare – non le fanno manco i corridori e vuoi che le facciamo noi?»

Lei è una di quelle contente col “ma”. «Il Giro è bello ed è un bene che sia qui, ma ci hanno bloccato da ieri mattina e per arrivare al lavoro non è stata mica facile. Della bici, appunto, inutile chiedere.

Non tutti la vedono così. Lungo il percorso della cronometro a squadre si sentono pareri diversi. «Però che spettacolo Ischia senza traffico» commenta una signora. Per un giorno le macchine restano in continente. Anche quelle del Giro sono state centellinate. Per spostarsi da partenza e arrivo ci sono i traghetti, più o meno. I corridori continuano a passare tutti in fila, qualcuno dimostra di seguire il Giro mica per caso, un’altra signora si chiede “quando passa l’Italia?”.

Tra gli entusiasti di Ischia a pedali ci sono Geppino e Teresa. Lui è il primario di pediatria all’ospedale di Ischia, lei no. “Faccio la mantenuta”, scherza. Ma intanto apprezza la sua isola a pedali e rilancia pure. «Certo che si può pedalare a Ischia, le salite mica sono un problema con le bici elettriche». E mostra fiera l’amico che arriva proprio con un mezzo a batteria e pedali, poi torna a fumare il suo sigaro ma continua a dire della sua isola tranquilla. C’è tanto di bello da fare qui, da mangiare e da bere ma anche per divertirsi. «Meglio evitare luglio e agosto – suggerisce – e indica un posto dove passare assolutamente».
Sì, da queste parti bisogna tornarci con calma. Magari in bici, meglio ancora che in apecar.

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