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di Guido P. Rubino (foto GR)

Dottoressa, architetto, in un ombrello trasparente. Se piove non ha paura Simona. È di Saronno ma il lavoro è a Milano. Deve arrivarci in qualche modo, senza se e senza ma. Soprattutto quando. E quando non può essere a caso. È lavoro, non si può sgarrare.
21042013-1V2A0622E allora, per andare in stazione, c’è la bici, da sempre la bici. «Ci vado da… come da quando? Ma da sempre!»
E ti mette all’angolo. La sua non è una storia di una conversione, ma di un’abitudine. Simona Ferrario potrebbe vivere in Belgio e non farebbe una piega. Lei ha l’ombrello trasparente che la copre fino alle spalle. «Me lo sono fatta regalare apposta per andare in bici quando piove» e lo indossa al volo, che, tanto per cambiare, mentre le parliamo, piove ancora.

Poi mostra la sua bici, va fiera di quella Bianchi lì col suo bianco perla e la scritta di una volta. La mostra a tutti. Acqua, polvere, un po’ di grasso e la sella coperta con una busta, perché sopra c’è l’ombrello ma sotto no.

La saluti con un po’ di invidia. A una così l’acqua rimbalza via e non perde il sorriso. Una che pedala con la pioggia e sorride ha preso la vita dalla parte giusta.

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