santambrogio

Di Lorenzo Franzetti

Santi e santini, quelli che pedalano, i più umili raccolgono finalmente soddisfazioni. Pochi giorni fa, avevamo celebrato la vittoria del gregario Santaromita.  Piccole storie, di corridori dal cuore grande: come Mauro il comasco, che di cognome fa Santambrogio. Una carriera a metà tra la bella promessa e il gregario fisso: poi l’occasione, quest’anno, in una squadra più piccola, la Fantini-Selle Italia. Santambrogio capitano. E con i santi, si doveva essere al sicuro. E, invece… «E invece, ogni volta che salivo sul podio era per stringere la mano al vincitore», dice Mauro. Da Laigueglia a oggi, il più tenace, sempre all’attacco, l’ultimo ad arrendersi: anzi, no. Quasi sempre il penultimo. Risultato? Sei secondi posti e altrettanti terzi posti. Un uomo da podio, ma da gradino basso: e Mauro con il sorriso d’ordinanza per la foto ufficiale, dentro era tutt’altro che felice.  L’importanza di arrivare secondi… dove starà? Si è chiesto per mesi, Santambrogio.

La risposta l’ha trovata sotto la pioggia di Larciano: tanti secondi posti rendono più magico il momento in cui, finalmente, arrivi primo. Pulcino bagnato sul podio, in terra di Toscana, ma stavolta con il sorriso vero, il cuore in festa e la mano da stringere era la sua, da parte di tutti gli altri: Mauro Santambrogio, uno che arrivava quasi sempre un attimo dopo la gloria… Per una volta ce l’ha fatta. La gloria se l’è presa lui. E, timido e semplice, se l’è goduta nello spazio di una notte,  trascorsa ancora una volta lontano dagli affetti, mannaggia: è la vita del corridore, ma quando si vince è tutto più dolce.

«Questa vittoria arriva come fosse una liberazione, nella terra di molti nostri sponsor, in quello che per Scinto e Citracca é il Mondiale di casa. Insomma, combacia tutto molto bene, soprattutto in vista del Giro».  Combacia tutto molto bene, tipico di un corridore umile: ringraziare tutto e tutti, vincere e avere subito parole per qualcun altro, dagli sponsor ai tecnici, ai compagni di squadra. Però questa volta, caro Santambrogio, hai vinto tu, sei stato bravo tu: prenditela, questa piccola gloria.

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