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di Alberto Sarrantonio (foto AS)

Il modo più comodo per seguire una corsa ciclistica è senza dubbio la televisione. Comodamente seduti in poltrona con tutti i comfort del caso, si aspetta che la corsa conceda qualche sussulto come una fuga da lontano, una rasoiata in salita o un folle attacco in discesa. E se, nel frattempo, la corsa non offre particolari spunti di interesse, si può sempre fare zapping da un canale all’altro.

Ben altra cosa invece è vivere la gara a bordo strada. Soprattutto una classica del nord come la Amstel, dove il ciclismo è festa vera al di là della prestazione agonistica che, per certi aspetti, passa quasi in secondo piano. Qui la gente si ritrova per strada al passaggio dei corridori e si cimenta nelle attività più disparate. Suonare musica dal vivo in band da venti e passa componenti con tanto di basso tuba. Sventolare bandiere e bere birra sin dalle prime ore del mattino. E perché no, tirare fuori sdraio e sedie da campeggio dalla bauliera della macchina per godere del primo sole primaverile. È un’atmosfera elettrizzante, positiva e contagiosa al tempo stesso, che si alterna con l’adrenalina che monta nell’attesa per il passaggio dei corridori. Chi sarà in testa? I fuggitivi saranno stati ripresi? O avranno aumentato il vantaggio sul gruppo, invece?

Unico neo di quanto descritto finora, il fatto che se si è fermi in un punto del circuito, si potrà vedere al massimo un solo passaggio della corsa, se di corsa in linea in si tratta. Nel caso della Amstel, invece, che di fatto si svolge lungo un circuito, se si sceglie il punto giusto, si può riuscire a vedere i corridori fino a tre, quattro volte. Ma questo non ci basta. Vogliamo di più! Ma come fare?

In nostro aiuto arriva Bjorn, un robusto ragazzone sorridente di oltre un metro e ottanta che indossa un cappellino del team professionistico Lotto Belisol ed occhiali con lenti verdi specchiate. Olandese, ma non un olandese qualunque. Björn è di Valkenburg, un nome che nell’enciclopedia del ciclismo ha un capitolo tutto suo. Lì la gente cresce a pane, bicicletta e Cauberg con tutti i suoi mille e duecento metri con pendenze fino al 12%, come ricorda il cartello ai piedi della rampa iniziale, appena svolti secco a sinistra una volta arrivato in paese dalla discesa della Daalhemerweg. Lo stesso giro che fanno i corridori.

Björn fa parte del club ciclistico locale. Conosce le strade della zona a menadito. È più affidabile del miglior GPS in circolazione. Sarà lui oggi il nostro “cicerone”, o “chaperon” come dicono da queste parti – e che fa anche più fico. Ci guiderà lungo il percorso, portandoci da punto a punto per poter vedere i corridori passare il maggior numero di volte possibile. Chissà quante volte lo ha fatto, chissà quante volte lo farà ancora. Certo è che il suo entusiasmo è quello di un ragazzino che mette piede a Disneyland per la prima volta nella sua vita. Oggi Björn avrà la responsabilità di traghettare da un punto all’altro del percorso un gruppo di giornalisti stranieri venuti a vedere la Amstel e del quale facciamo parte. In realtà, al posto di Björn avrebbe dovuto esserci un suo amico del ciclo club di Valkenburg, il quale però all’ultimo momento ha dato forfait. Björn non ci ha pensato su de volte ed ha colto la palla al balzo nonostante la mattina fosse già in piedi da prima delle cinque per tappezzare le transenne poste ai lati della strada sul Cauberg con le insegne pubblicitarie degli sponsor. Ovviamente come volontario, in quanto quando il ciclismo chiama, Valkenburg risponde con la passione della sua gente. Incondizionatamente. Dicono che qui al nord la gente sia fredda, ma vi possiamo assicurare che il ciclismo qui scalda molto più che il sole d’agosto sulle spiagge nostrane.

AS1_6908Piantina alla mano, Björn ci mostra dove vedremo i corridori, quante volte e come ci sposteremo lungo il percorso da un punto all’altro. Il ragazzo infonde sicurezza per la pacatezza delle sue parole, anche se, a dirla tutta, il piano che ci propone appare quasi folle. Ce la faremo davvero? Tutti quegli spostamenti? Particolarmente oggi che è una giornata stupenda col sole che brilla e la gente è tutta fuori a godersi la primavera? Mah, ci vuole l’elicottero!

In effetti, nel valutare il piano d’azione di Björn non avevamo considerato che se abbandoni le strade asfaltate e ti butti negli sterrati a margine delle vigne, se buchi gli incroci buttandoti tutto sulla sinistra per anticipare la fila, se sfrecci a quasi cento all’ora per viottoli sui quali al massimo ci stanno due ciclisti appaiati, se parcheggi il van con il muso contromano pronto a ripartire magari sfruttando la ciclabile a bordo strada, allora forse ce la puoi fare. E senza troppi affanni. Come ce l’abbiamo fatta noi. Ancora tutti di un pezzo, altrimenti non saremmo qui a raccontarvela.

In inglese esiste un detto che recita “When in Rome, do as the Romans do” – quando sei a Roma, fa’ quello che fanno i Romani – la cui origine è attribuita a Sant’Agostino, il quale era solito digiunare al sabato quando si trovava a Roma e non quando invece si trovava a Milano. In italiano, non esiste una traduzione diretta di questo detto. Noi diciamo qualcosa del tipo “Paese che vai, usanza che trovi”. E forse non esiste nemmeno in nessun’altra lingua del mondo. Ovviamente ad eccezione dell’olandese che si parla a Valkenburg. Quando sei alla Amstel, fa’ quello che fa Björn!

L’Amstel Gold Race è stata vinta un po’ a sorpresa, e un po’ no, da Roman Kreuziger che ha lasciato i compagni di fuga a 7 chilometri dall’arrivo ed è arrivato ai piedi del Cauberg con circa venti secondi di vantaggio.

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