Di Marco Mazzei (https://twitter.com/marmaz)

Mi rubo la bici a Milano

Alcune migliaia di visualizzazioni su YouTube, le segnalazioni di Corriere, Giorno, Repubblica e svariati siti, la curiosità e lo stupore della gente: questo è il bilancio del video sul furto delle bici a Milano. La domanda ricorrente è stata: “ma davvero?”. Davvero nessuno ha chiesto nulla, è intervenuto, ha chiamato i Vigili? Davvero.

In quella domanda e nei moltissimi commenti che abbiamo raccolto c’è la fotografia del problema e forse anche la soluzione. Perché è innegabile che il tema del furto, oltre a quello della sicurezza, è uno degli ostacoli all’ulteriore diffusione della bicicletta in una città come Milano, ma è altrettanto chiaro che senza la collaborazione di tutti non se ne esce. Si potranno trovare soluzioni legislative o tecnologiche, si potrà tentare l’istituzione di un registro (nazionale? locale?) delle biciclette, si potrà aumentare il presidio, ma è chiaro che senza un’assunzione di responsabilità da parte di tutti non si avrà mai la soluzione. Ascoltando i racconti di chi ha visto il video è emerso chiaramente che l’incauto acquisto è una componente fondamentale del problema e acquistare oggi una bici a Milano fuori dai canali di vendita tradizionali è quasi sempre un gesto a rischio. Ma ci torniamo più avanti.

blogL’idea

Il video “Mi rubo la bici a Milano” (http://www.youtube.com/watch?v=jjoOV9XmBCc) è stato girato una mattina di ottobre a Milano, pochi giorni dopo il Bicycle Film Festival, dove avevamo visto il film di Casey Neistat (http://www.youtube.com/watch?v=UGttmR2DTY8), che si era ripetutamente rubato la bicicletta a New York nella completa indifferenza della gente.

Ci siamo detti: perché non lo facciamo anche a Milano? Qui il furto di bici è una piaga che danneggia sia i ciclisti sia la mobilità ciclabile in senso più ampio, scoraggiando a monte l’utilizzo delle due ruote per muoversi. Il video è quindi una denuncia e un invito a intervenire, realizzato con lo stile leggero e consistente che è tipico di questo mezzo.

Le persone

La realizzazione è stata corale: c’è chi ha messo l’idea, la bici e gli attrezzi, chi le mani, chi la faccia, chi le capacità per girare e montare un video. Matia Bonato “il Rossignoli” vive in bici e di bici, nello storico negozio di corso Garibaldi a Milano. Stefano “Bob” Pozzi è sulla strada per togliere il motore dalle due ruote e completare la conversione dalla Vespa alla bicicletta. Giulio “Cubo” Ferrarella cerca in sella l’ispirazione per creare il carattere tipografico più bello del mondo. Salvatore “Tore” Bongiorno inventa, distrugge e trasforma idee creative in bici, e poi le riprende con la videocamera.

La sorpresa

Ci eravamo preparati con seghetti e tronchesi, ma soprattutto con fotografie e dichiarazioni, pronti per dimostrare a chiunque ci avesse chiesto spiegazioni che la bicicletta era nostra e stavamo girando un video. Purtroppo non è stato necessario, perché nessuno ci ha chiesto nulla. Pur avendo girato in zone molto frequentate, in pieno giorno e facendo molto rumore con gli attrezzi, l’unico che in tutta la mattinata si è avvicinato per chiedere qualcosa è stato un funzionario di Atm, che però si è accontentato della più ovvia delle risposte: “Sì, la bici è mia”.

Le domande (e una risposta)

Dopo che il video è uscito abbiamo raccolto molta simpatia, una critica e una domanda ricorrente. La critica: avremmo fatto capire quanto è facile rubare una bicicletta, favorendo così in qualche modo i furti. La domanda: che cosa bisogna fare se si vede uno che sega una catena?

Tutte le denunce evidenziano un problema, e il furto di biciclette a Milano è un problema: noi lo abbiamo messo in evidenza dando il nostro contributo di cittadini, la soluzione non è un tema che possiamo affrontare noi. O forse invece sì, e così rispondiamo alla domanda: se si vede qualcuno che sega una catena bisogna telefonare ai vigili (a Milano: 02 02 08) e nel frattempo chiamare altra gente e andare a chiedere spiegazioni. E se si tratta solo di uno che ha perso le chiavi? In tal caso pensiamo che qualunque proprietario di bicicletta sarebbe ben contento di spiegare la situazione, perché vorrebbe dire che la sua bici sarà un po’ più sicura grazie all’interesse della gente. Perché dopo aver girato il video una domanda sorge spontanea: non è che è così facile rubare una bicicletta a Milano anche perché i milanesi se ne fregano?

“Mi rubo la bici a Milano”: hanno collaborato Matia Bonato, Salvatore Bongiorno, Stefano Pozzi, Giulio Ferrarella.

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