Di Lorenzo Franzetti

poggiofictionLa televisione ti dà la popolarità, ma un volto noto del piccolo schermo spesso fatica a trovare il coraggio (e il tempo) per andare oltre, di intraprendere un percorso che mette la ricerca culturale al primo posto.

Massimo Poggio, fino a un po’ di tempo fa, era un giovane attore, bello, molto apprezzato dal pubblico femminile: «Poi condividendo un’abitazione, a Roma, con un altro piemontese e attore come me, Emanuele Arrigazzi, è rifiorita la passione, quella per la bicicletta».

Nato ad Alessandria, dentro la provincia italiana che pedala da sempre… «Ad Alessandria, la bici è connaturata alle persone. È la quotidianità. Si vive in bicicletta, praticamente. Da sempre, la consideravo un mezzo di trasporto, poi la passione mi ha fatto apprezzare un’altra dimensione». Prima una mountainbike, poi una bici da corsa. Finché, un bel giorno, Massimo Poggio scopre l’Eroica: «Un evento meraviglioso, uno modo particolare di approcciare il ciclismo. E mi sono appassionato al ciclismo d’epoca, alle storie di campioni leggendari, a uno stile».

All’Eroica, Massimo Poggio, riscopre un ciclismo che, ad Alessandria, era pane per generazioni, gente che è invecchiata con Girardengo e poi Coppi. «Mi è venuta voglia di costruire qualcosa che, fino a qualche anno fa, non esisteva: portare in teatro storie e leggende di personaggi e campioni del passato. E ho provato a raccontare a teatro la storia di Costante Girardengo e di Sante Pollastri, conosciuti anche come il Campione e il Bandito».

poggio1Storie meravigliose, avventure, racconti di un’Italia passata, con uno stile che affascina un pubblico nuovo: «Ho notato che non solo gli appassionati di ciclismo erano affascinati da questa storia, ma anche mia zia che di ciclismo non ci capisce niente. Dopo l’ esito positivo di questo esperimento ho contattato i miei amici dell’ Eroica e ho proposto loro spettacolo. Il pubblico dell’ Eroica è un pubblico esigente, forse maniaco in fatto di storia del ciclismo e anche questa prova difficile fu superata. Capii che quella era la strada da seguire».

Da Girardengo a Malabrocca, passando per Bottecchia: in quattro anni, la ricerca di Massimo Poggio si è addentrata nel mondo meraviglioso di eroi noti e meno noti, con storie incredibili e, naturalmente, teatrali… «Abbiamo iniziato, come dicevo, con Girardengo, poi siamo passati a Luigi Malabrocca e a tutta la vicenda legata alla Maglia Nera, infine l’ anno scorso con “Bottecchia23” abbiamo raccontato la storia di Ottavio Bottecchia dalla nascita fino al Tour 1923.

Con Bottecchia ci siamo fermati al 1923 perché è l’ anno in cui Ottavio è diventato Botescià, idolo delle folle in Italia e sopratutto in Francia. Per l’ anno prossimo abbiamo in programma di raccontare il resto della sua vita fino alla morte avvenuta in circostanze misteriose nel 1927».

Massimo Poggio parla al plurale, perché in questa ricerca non è solo: lo spettacolo su Girardengo è stato messo in scena anche da Gualtiero Burzi e Davide Iacopini, quelli su Malabrocca e Bottecchia li ha realizzati sempre con Gualtiero Burzi e con Matteo Marsan. «Sono spettacoli di narrazione e siamo quasi sempre in tre a raccontare la storia. Per le scenografie ci avvaliamo della collaborazione di un illustratore bravissimo, che si chiama Riccardo Guasco (che ha realizzato la copertina del numero 3 di cycle!, ndr). I costumi che usiamo si limitano ad una maglia da ciclista. Negli spettacoli non esistono ruoli precisi ma a turno siamo sia narratori che personaggi».

Un lavoro di ricerca, fatto con passione, regala emozioni ancora prima di andare in scena: «Perché certi personaggi, che sono nella memoria della gente, li conosci attraverso le parole di chi li ha conosciuti. Anche i parenti, che poi magari ti ritrovi in platea».

Per le sue fans, è un ispettore di polizia, amico di una suora (nella fiction Che Dio ci aiuti), per gli Eroici, è uno di loro. Per gli appassionati, a volte è Girardengo, altre volte Malabrocca, con il volto decisamente meno cinese… E per i prossimo spettacolo, sarà Botescià… Ad Alessandria, il 30 aprile, al cinema teatro Ambra, con “Bottecchia23”.

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