Bianchi presentazione Lille

di Guido P. Rubino (foto GR)

LILLE – In Francia si pedala e si segue il calcio. A Lille la squadra locale è piuttosto forte. Ha un campo di calcio avveniristico, “Le Grand Stade” lo vedi da lontano che sembra un’astronave appena atterrata.

Nei bistrot e nei pub la gente si divide tra tifosi di calcio e di ciclismo. Spesso di tutt’e due. Ma a prescindere che siano calciatori o ciclisti, i loro idoli, tutti pedalano.

06042013-IMG_4416In attesa della Roubaix arrivano le facce delle corse. Giornalisti e uomini delle squadre che si fermano in città. Alcuni, tanto per non perdere l’abitudine delle Classiche del Nord, vanno a mangiare a L’Estaminet, una brasserie fiamminga dove la nella birra ci cuociono anche la carne. Un castello del 1460, poi trasformato in un ospizio e quindi rimesso ad albergo di lusso. Ora è un ristorante ricercato, ma ci sono diverse attività dentro, chiesa compresa (e ancora consacrata).

Qui ci lavora Mariano di Giovanni, un ragazzo abruzzese arrivato a Lille quasi per caso. «Due anni fa sono venuto a trovare dei parenti e mi sono innamorato di questa città – racconta – dopo qualche piccola cosa, ho trovato lavoro qui, e mi piace.

Lui non segue il ciclismo, meglio il calcio, il rugby o la pallacanestro, ma qui ne vede davvero di appassionati di tutti gli sport.

E la bicicletta?

06042013-IMG_4418«La uso tutti i giorni, ho l’abbonamento annuale a Vélo Lille, un sistema di bike sharing convenientissimo. Pago 40 euro l’anno e ho una tessera con cui posso prendere la bici quando voglio. La prima mezz’ora è gratis, poi si paga un euro ogni trenta minuti. Ma spesso gli spostamenti sono più brevi perché ci sono tantissimi punti dove lasciare e prendere le bici. Ce n’è praticamente uno in ogni angolo della città degno di nota, così come in tutte le stazioni della metropolitana».

A Lille l’hanno organizzata bene, 120 mila biciclette a disposizione della popolazione, le piste ciclabili sono ovunque, e dove non ci sono sono comunque insieme alle corsie preferenziali degli autobus. Con tanto di avviso, su questi, di fare attenzione in caso di superamento a destra.

Verrebbe da dire: facile, non ci sono salite. In compenso, però, c’è un vento teso che rende l’aria tagliente anche ad aprile inoltrato. Roba da Parigi Roubaix, appunto, ma qui ci sono abituati e ci badano poco. Si pedala comunque e si arriva in tutto il mondo. C’è il TGV dove non si arriva con l’aeroporto. Il treno qui corre veloce, in novanta minuti si scende direttamente a Londra. Ma domani il centro del mondo è qui vicino, si va Roubaix. Poi, per chi ha voglia, c’è da seguire il Lille allo stadio.

06042013-IMG_4423 06042013-IMG_4422 06042013-IMG_4421 Presentazione Bianchi

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