Zanazzi Valerio

Concessione da cicli Zanazzi, Milano

Renzo Zanazzi, rosa d’antan che pedala nel nostro cuore senza freni, ti telefona e ti ringrazia perché sei stata anche tu alla sua festa. E tu: “Renzo 89, adesso ti chiamiamo così,  va bene? Come quel motociclista famoso…”. E lui: “Si ma guarda che io voglio arrivare a 120! Tanto non costa nulla…”. E giù a ridere. La festa è una festa senza tempo che si consuma con un piatto di pasta squisita, piccante quanto basta, in uno sottoscala milanese, una officina meccanica scovata da Pasto, il poeta del ciclismo, in via Correggio.

Lì man mano ci arriva gente di ogni genere. Per lo più pedalatori. Affamati di racconti e di sorrisi. E i racconti sono quelli di sempre. Che non ti stanchi mai di sentire. Dal Vigo, al Giro di Reggio Calabria, al Mondiale, ai Circuiti. Ci sono Marino Vigna, Nico De Lillo, Mario Dagnoni. Persino il ct del basket all fame, Sandro Gamba, malato di ciclismo che ti svela: “da ragazzino volevo fare il ciclista non il giocatore di basket, corsi da allievo una gara organizzata dalla cicli Zanazzi”… C’è anche la ex del nuoto, affermata psicologa della sport, Marisa Muzio, amica cara degli Atleti Azzurri d’Italia di cui Renzo Zanazzi è da sempre una bandiera. Ci sono le firme del ciclismo. E soprattutto c’è Marco Pastonesi della Gazzetta. E Pasto ci mette poco ad accendere la miccia. Pronti via, la pasta è servita e lui si mette accanto a Renzo “Zanass”. Via coi ricordi. Silenzio religioso. Lavoro di mandibole per molti. Ricordi a due ruote per tutti. Arrivano gli aneddoti.

E’ la sera del suo compleanno, ma sopra la testa pende uno striscione che recita ancora buon Natale. Parodia strampalata. Di una domenica di aprile 2013. 89 anni dopo la nascita di questo meravigliosamente antico campione di un tempo, Renzo Zanazzi, primo di tre fratelli di bicicletta Tutti professionisti. Lui che indossò la rosa e lo fece fra Coppi e Bartali. Una coccarda sulla felpa blu che esibisce con un sorriso furbetto. “… Guarda la vita com’è. Avendo fatto il corridore di corse a tappe ora ti dirò: ma la vita, anche quella normale di tutti, è come una lunga corsa a tappe piena di insidie”. “Insidie?” gli fa eco Pasto. “Ma chi te l’ha insegnata questa parola moderna?”. “E me l’hai insegnata tu…e via una risata”. Non fa in tempo a commuoversi il tuo Renzo Zanazzi 89 che già corri con lui su una bicicletta della Legnano… Che bello prenderla di corsa questa vita.

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Concessione da cicli Zanazzi, Milano

 

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