biciverde

La bicicletta verde, un film meraviglioso, di cui parla anche il nostro collaboratore Davide Mazzocco sul numero 2 di cycle!: una pellicola per riflettere sui diritti delle donne in Arabia Saudita. A cominciare dal diritto di andare in bicicletta, il sogno di una bambina di undici anni, la protagonista di questo lavoro di Haifaa al-Mansour.

biciverde2Probabilmente sotto la spinta e gli effetti di questo film, in Arabia Saudita, qualcosa sta cominciando a cambiare: il quotidiano locale Al-Yaoum ha riportato la notizia di un cambiamento: l’autorità religiosa saudita avrebbe annunciato che le donne potranno andare in bici nei parchi e nelle zone ricreative. Liberamente? Non proprio. Alle condizioni che siano accompagnate da un parnte e che indossino l’abaya, la veste che copre le donne dalla testa ai piedi.

“Le donne sono libere di andare in bici nei parchi, sul lungomare e in altre aree a condizione che indossino abiti modesti e che sia presente un guardiano in caso di cadute o incidenti”, riferisce il quotidiano che cita una fonte della commissione per la Promozione della virtù e la Prevenzione del vizio. La stessa commissione ha ribadito di non aver mai vietato alle donne straniere di circolare in bici. Tuttavia, il permesso concesso alle saudite si limita solo a “scopo di divertimento”: cioè la bici non dovrà essere usata come un mezzo di trasporto. Inoltre, l’autorità religiosa consiglia alle donne che vanno in bici di tenersi alla larga dalle zone con manifestazioni giovanili per evitare il confronto con gruppi di protesta. Insomma il primo colpo di pedale è arrivato, ma la strada da percorrere, in Arabia Saudita, per le donne è ancora lunga e in salita.

Un gesto semplice, pedalare, con un mezzo apparentemente innocuo: la bicicletta dunque suscita timori un po’ ovunque in coloro che non vogliono cambiare abitudini di vita o vecchie culture. Sia in Occidente (una sfida alla lobby delle auto e del petrolio), sia in altre società (una sfida per i diritti umani).

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