di Sergio Giuntini

Vito Ortelli

Vito Ortelli

Con la Resistenza collaborò Vito Ortelli, nato a Faenza il 5 luglio 1921, che fu campione d’Italia professionisti di corsa su strada nel 1948 e d’inseguimento in pista nel 1945 e 1946; e da par suo il ternano Renato Perona – campione olimpico di tandem a Londra nel 1948 – sul manubrio della sua bicicletta, per farle avere ai partigiani, trasportava spesso dei pesanti carichi di armi abbandonate dai tedeschi.

Alfredo Martini – da Sesto Fiorentino, classe 1921, grande Commissario Tecnico della Nazionale “Pro” – rievocò con queste semplici parole la sua naturale adesione alla Resistenza; esperienza che fece operando in aiuto di Aligi Barducci. Il comandante Potente della Brigata “Lanciotto” attiva in Toscana sul Monte Morello e a Pratomagno:

“E poi c’è un’altra bicicletta. Le prime gare, qualche successo, tanta fatica, la voglia di fare il corridore. Il primo club è il “Luigi Ganna”: aveva un n nome troppo importante perché i fascisti dessero fastidio, ché a loro i gruppi sportivi non andavano a genio, la gente si trovava, parlava […]. Anche il 25 luglio del ’43, quando arrestano Mussolini sono in bicicletta […] è la stessa bicicletta che mi serve a far la spola coi partigiani, per portare vivande e notizie, mentre i tedeschi bombardavano”.

Talvolta Martini portava ai partigiani dislocati nelle colline sopra Sesto Fiorentino anche bombe molotov. Operazione assai pericolosa che a distanza d’anni, senza ergersi ad eroe, lo indusse a queste riflessioni: “Se fossi caduto in bicicletta e le bottiglie si fossero rotte, sarei saltato in aria”.

Un pedalare lineare, quello di Martini: da vincitore d’un Giro dell’Appennino (1947), del Piemonte (1950) e d’una tappa al Giro (1950), a staffetta partigiana. In modo simile il romagnolo Luciano Pezzi – devoto gregario con al suo attivo una tappa del Tour nel 1955, e poi da Direttore sportivo, massimo mentore di Felice Gimondi – fu combattente per la libertà, con il nome di battaglia di Stano, nella sua Romagna:

“Il giorno dell’epifania del 1941 – disse a Gianni Mura – son partito militare, destinazione Monte Nevoso, vicino Fiume. Io lavoravo in bici, facevo il portaordini. Dopo l’8 settembre, molti del mio gruppo li hanno presi i tedeschi, io son saltato sulla bici e mi son fatto Villa Nevoso Russi, pedalando al buio, con una sosta a Mestre per riposare. Poi sono entrato nella Resistenza, garibaldino nella XXVIII Brigata “Mario Gordini”, il comandante in capo era Arrigo Boldrini. Io comandavo la VII compagnia”.

pasotti

Alfredo Pasotti

Alfredo Pasotti, pavese di Bastida di Pancarana, con nel palmarées due vittorie di tappa al Tour de France del 1950 e una al Giro d’Italia del ‘52. A raccoglierne la testimonianza è stato Marco Pastonesi, cantore di storie d’umili, indispensabili “porta borracce”:

“Partigiano. I fascisti gli sparano, lo colpiscono a un fianco, lui va in ospedale per salvarsi la pelle, lo arrestano anche se è registrato sotto falso nome. Sei mesi di galera a Pavia, a disposizione delle SS […], finchè un giorno capisco che mi vogliono fare fuori. Decido di scappare, in cortile c’è un gabinetto. Con un balzo mi tiro su, da lì con un altro balzo mi attacco al cornicione. Mi vedo, mi sparano, mi mancano. Mi butto dall’altra parte, 100 metri di corsa e c’è mio cugino. Mi carica sul manubrio della bici, pedala come una bestia, attraversiamo il Po. Faccio un salto a casa, saluto tutti e fuggo in montagna”.

Il fiorentino Enzo Sacchi fu partigiano sulle colline sopra il capoluogo della Toscana. Ex stradista, reinventatosi pistard, Sacchi indossò la maglia tricolore della velocità Dilettanti nel 1950-’51-’52, quella iridata nel 1951-’52 e, suo successo più prestigioso, trionfò alle Olimpiadi di Helsinki.

Toni Bevilacqua

Toni Bevilacqua

Partecipò alla Resistenza anche Toni Bevilacqua ciclista veneto di Santa Maria di Sala, nel seguito della sua vita sportiva vinse una Parigi-Roubaix (1951), un campionato d’Italia su strada (1950) sette tappe del Giro, il titolo nazionale dell’inseguimento professionisti nel 1949-’50-’51 e quello mondiale nel 1950, a Liegi, e nel 1951, a Milano.

Nei confronti del varesino Augusto Zanzi, uno dei gregari di Alfredo Binda e Giuseppe Olmo, in grado di classificarsi sesto nel Giro nel ’31, Luigi Ambrosoli ha usato queste emblematiche parole:

“Nel centro della città era possibile avere qualche rapidissimo incontro o ricevere qualche altrettanto rapida comunicazione nel negozio di vendita e riparazione di biciclette di Augusto Zanzi. Augusto, ex valoroso corridore ciclista, è stato, insieme al fratello Battista, un personaggio mitico di Varese negli anni della Resistenza. Riusciva ad apparire la persona più ingenua e sprovveduta mentre aveva gli occhi sempre apertissimi e la mente pronta a captare, dal momento che il suo negozio era un porto di mare e vi capitavano persone di ogni genere […], quanto poteva essere utile conoscere sulle iniziative dei nazi-fascisti. Credo proprio di avere incontrato per la prima volta nel negozio di Augusto Zanzi, nei mesi iniziali dell’occupazione tedesca (poi, quando la Resistenza armata lo impegnò con tutte le sue energie, divenne irreperibile), Giuseppe Macchi, universalmente noto come comandante Claudio”.

Giuseppe Macchi  nel 1937 aveva vinto a Milano il campionato nazionale – disputato sulla distanza di 137 km. – dei ciclisti poligrafici e collezionato tra i Dilettanti altri cinque vittorie e 37 piazzamenti fra i primi 5; e con lui, nella 121^ Brigata Garibaldi “Walter Marcobi”, combatté anche Renato Morandi (Carletto), campione italiano dei “puri” della velocità nel 1942.

Renzo Zanazzi

Renzo Zanazzi

Luigi Ganna, impostosi nel Giro d’Italia più antico (1909), nell’agosto del 1944 fece avere gratuitamente alla “Marcobi” dieci biciclette di sua produzione da impiegare nella guerra partigiana. Renzo Zanazzi, professionista dal 1945 al 1952, tre tappe vinte al Giro d’Italia (una a quello del 1946 le altre nel ’47), agì con la Resistenza milanese e, in un frangente si fece da Milano al Lago d’Orta in bicicletta per consegnare una missiva al comandante partigiano Cino Moscatelli.

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