12WIN0174_20120325Tutto è pronto, Verona si sta preparando per celebrare la 47° edizione di Vinitaly, la fiera del vino più importante d’Italia e una delle più grandi al mondo. Dal 7 al 10 aprile la città di Romeo e Giulietta aprirà le porte non agli innamorati, ma ai tanti appassionati, giornalisti, operatori, sommelier e chi più ne ha più ne metta. Il Gotha dell’enologia italiana ed internazionale sarà presente e non è un eufemismo dire che il mondo del vino aspetta proprio questo importante appuntamento per “lanciare la bomba”.

Tutti aspettano questo appuntamento per promuovere eventi particolari, lanciare notizie sensazionali, presentare vini speciali. Insomma ricchi premi e cottillon. Un esempio su tutti: vi ricordate lo scandalo Brunellopoli del 2008 sui presunti taroccamenti del vino toscano più famoso (e caro) al mondo? La rivista L’Espresso aspettò proprio la giornata inaugurale della fiera per uscire con una copertina shock. Il mondo del vino tutto ne uscì con le ossa rotte nel momento che doveva essere tra i più clamorosi per altri motivi. Non è solo il ciclismo a subire certi sgambetti.

38vinitalyMa da Vinitaly ci si aspettano anche e soprattutto grandi sorprese. Pure per gli amanti delle due ruote. Risale allo scorso anno l’idea presentata dall’azienda Salcheto, produttrice di Vino Nobile di Montepulciano. Al grido di “vuoi degustare il nostro vino? Allora pedala!” è arrivato il primo stand off-grid, cioè senza corrente. L’unica energia elettrica disponibile arrivava dai visitatori che, saliti sulla bici messa loro a disposizione, pedalavano azionando il generatore. Un’idea geniale all’insegna della sostenibilità, in questi periodi di crisi e risparmio.

Chissà che la bici non venga similmente celebrata quest’anno proprio da qualcuno dei tanti nomi legati al mondo del ciclismo e che si fondono e confondono con i colleghi produttori vitivinicoli meno “sportivi” tra gli avventori e i padiglioni della fiera.

37vinitalySì, perché sono tanti i nomi del vino che per un motivo e per un altro sono legati al mondo del ciclismo. O viceversa. Girando tra i padiglioni potremmo incontrare Francesco Moser, che a Trento nell’azienda fondata insieme al fratello Diego produce il meglio dell’enologia trentina. Oppure chissà se ci sarà Flavio Vanzella, che oggi vive nella natìa Susegana, nel cuore delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, ed è passato dall’agitare bottiglie di Prosecco sul podio negli anni novanta al produrlo oggi. Sicuramente andrà trovato un minuto per andare ad assaggiare il Chianti “Gino Bartali” nato tra la collaborazione dell’Azienda toscana Bartali e il figlio di Gino, Andrea. Sono sicura che qualcuno scoverò. Qualcuno che delle due ruote ha fatto una professione e del vino una passione, ma anche viceversa.
Stay tuned.

Per tutte le informazioni su Vinitaly vi consigliamo di visitare il sito della manifestazione: www.vinitaly.com

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.