Volvo-City-Safety-Cyclist-Detection-simulation

Volvo, casa automobilistica celebre per l’affidabilità e la sicurezza attiva e passiva dei suoi modelli ha aggiornato il suo sistema di rilevamento degli ostacoli in città (City Safety System, introdotto dal 2008) aggiungendo i ciclisti ai pedoni, agli animali ed agli ostacoli in genere, automobili comprese. Il sistema attuale ibrida il rilevamento radar con quello ottico da telecamere, ed arresta automaticamente il veicolo di fronte ad un pericolo di collisione. I ciclisti, da quello che vedo pedalando tutti i giorni in città, dal punto di vista della maggior parte degli automobilisti (e dei costruttori, quindi), sono dei pericolosi germi di disattenzione e di pericolo per il loro comportamento imprevedibile o anche per la loro stessa esistenza, e questo aggiornamento del dispositivo di bordo Volvo non fa che confermare la mia impressione.

Le automobili contemporanee sono sempre più piene di gadget, più o meno rivolti ad incrementare la sicurezza, anche se molte case automobilistiche nella loro dotazione di bordo inseguono più che altro la performance dei tablet e degli smartphone, da più parti considerati come il vero concorrente attuale dell’automotive, soprattutto nelle fasce di mercato giovanili. La BMW propone infatti il suo Connected Drive, un sistema di servizi e infotainment connesso ad internet integrato a dispositivi di sicurezza attivi come quello di Volvo. Qualcosa di simile è proposto anche da Mazda, Subaru, Chrysler e Ford.

Il concetto di ostacolo, nella nozione della maggior parte di questi dispositivi, è ovviamente riferito a situazioni di emergenza la cui soluzione può non essere a portata del conducente. In altre parole, la sicurezza prima di tutto: se sei distratto, la macchina frena da sola evitando la collisione. Sui motivi del perché un conducente non dovrebbe essere attento ci torno tra poco, proseguo intanto sul concetto di ostacolo (inteso dal punto di vista di un’automobile). Per un’automobile, un’oggetto ingombrante che trasporta persone di solito troppo impegnate per muoversi altrimenti, il resto del traffico sembra essere fonte certa di pericolo improvviso, anche se è proprio quella frequentazione – in genere esseri umani – che fa la qualità e la vivibilità delle città.

Pedoni che chiacchierano tra di loro attraversando di colpo, ciclisti che vanno a zig-zag evitando buche e sportelli aperti per disattenzione, gatti spaventati o cani sguinzagliati che tagliano la strada, bambini che affollano l’uscita da scuola; insieme a chi non sa guidare, o piuttosto non è guidato da dispositivi sempre più sofisticati come questo. Per evitare questi “ostacoli” la sola attenzione del conducente apparentemente non basta più.

Nel video diffuso da Volvo sull’aggiornamento del suo dispositivo, si vede il conducente che a bassa velocità precede un gruppo di tre ciclisti in un paesaggio di urbanistica residenziale. Dalla visione reale dal parabrezza passiamo a quella virtuale del dispositivo. Mentre una voce fuori campo descrive il funzionamento, La stessa scena si trasforma nel B&N di una telecamera da sorveglianza, dove le persone (i ciclisti, nello specifico, ma anche i pedoni) sono evidenziate da forme geometriche colorate in movimento. Il conducente guida attento. Adesso vediamo la scena dall’alto, con i campi d’azione del radar che aggiornano costantemente la posizione degli ostacoli. Ma sta per succedere qualcosa. Ora c’è un solo ciclista, sempre tallonato dalla Volvo. Porta quelle maledette cuffie stereo giganti. Quindi non sente arrivare l’auto. Mmmh. La macchina lo segue molto da vicino, forse troppo vicino, per come la vedo io. Ecco il pericolo! C’è un tombino lasciato aperto, il ciclista scarta verso il centro della carreggiata! Qualcosa lampeggia sul parabrezza, il conducente prova a sterzare, la macchina inchioda automaticamente. Un bel sospiro di sollievo del nostro amico alla guida, subito dopo un piccolo rimbalzo sul poggiatesta. Il ciclista prosegue, ignaro dell’accaduto. Alla svolta successiva, l’auto può finalmente superarlo. Era ora. Il video dà solo una dimostrazione per una comprensione essenziale del funzionamento del sistema, come avverte infatti un cartello alla fine del filmato. Ma nella realtà, come potrebbe funzionare uno qualunque di questi dispositivi?

Piove. Sullo schermo c’è un talk show. «Hahaha! Buona questa!» (la macchina inchioda, c’è una signora che attraversa sulle strisce spingendo un passeggino). «Chi è adesso? Dov’è il telefono?» (altra frenata, la macchina ha visto un ciclista, il nostro amico no). «Ciao Amore! Ma sono già qui davanti! Non ti vedo, dove sei» (il sistema lampeggia, l’auto rallenta dietro un’auto troppo lenta). «Mi hai rotto i c******i! Ti disattivo!» (mentre il nostro pilota cerca quel maledetto pulsante, il sistema riesce a fare un’ultima frenata, giusto in tempo prima di essere disattivato).

City Safety di Volvo non funziona sopra i 50 km/h (30mph), gli altri non so. Ci sarebbe molto altro da dire.

Fonte: http://wot.motortrend.com/volvo-updates-city-safety-to-avoid-cyclists-with-video-338153.html#axzz2MnqekVSL

 

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