Team Lampre - Merida 2013

Ecco le parole di Filippo Pozzato, alla vigilia di un momento clou della sua stagione agonistica.

Come hai vissuto la Tirreno-Adriatico?
«L’ho iniziata con un po’ di raffreddore, ma sono andato migliorando e questo mi ha permesso di svolgere tutti i lavori che mi ero prefissato: è stata utile in vista della Milano-Sanremo.
E’ vero che la pioggia e il freddo non hanno comunque aiutato, nonostante ciò sento di stare bene e sono soddisfatto di quanto fatto fino a ora. Nella tappa di Porto Sant’Elpidio mi sono ritirato a scopo precauzionale, non volevo rischiare una ricaduta del raffreddore».

Quale è la tua condizione nell’approccio alla Milano-Sanremo?
«E’ una buona condizione. In questa prima parte di stagione sono riuscito ad allenarmi bene, però saprò dirti solo domenica sera se quanto fatto fino a ora sarà stato utile per raggiungere l’obiettivo.
Se penso a 12 mesi fa, logicamente arrivo meglio all’appuntamento con la Classicissima: lo scorso anno venivo da una frattura e un’operazione, ora l’avvicinamento è stato senza problemi ed è stato impreziosito dal successo al Laigueglia e dalla quasi vittoria nella Roma-Maxima».

Quali saranno domenica i tuoi principali avversari e come li hai visti pedalare?
«La Milano-Sanremo è una corsa per la quale è quasi impossibile fare pronostici, la rosa dei favoriti è molto ampia. Se devo fare due nomi secchi, dico Sagan e Cancellara, ma attenzione a Cavendish: in caso di arrivo in volata, lui è il favorito numero uno.
Alla Tirreno-Adriatico ho avuto modo di studiare dal vivo molti dei miei avversari, poi ho dato un’occhiata interessata anche alla Parigi-Nizza: tutti i possibili protagonisti stanno bene».

Gli italiani Nibali e Moser potrebbero avere chance a Sanremo?
«Nibali sta pedalando forte e, con una sua azione, potrebbe far prendere alla corsa una certa piega non certo favorevole ai velocisti.
Pur ritenendolo un ottimo corridore, al momento non vedo molte possibilità per Moser: per vederlo protagonista, servirebbe una corsa estremamente dura e lui dovrebbe essere bravissimo a sfruttare ogni frangente favorevole».

Come si può battere Sagan?
«Pur essendo veloce, Sagan proverà a tagliare fuori i velocisti puri come Cavendish. La speranza di base è che dopo i 300 km Peter possa perdere un po’ di competitività: l’anno scorso ha sempre sofferto nei finali oltre un certo chilometraggio, però non bisogna sottovalutare che è un fuoriclasse e che migliora anno dopo anno».

Tu in che modo puoi vincere?
«Nelle ultime sette edizioni, tranne che in una occasione, ho sempre scollinato sul Poggio nelle prime cinque posizioni del gruppo: sarebbe buona cosa riuscire a portare via un gruppetto sul Poggio e poi giocarsi le proprie chance. E’ sempre però difficilissimo pianificare a tavolino le mosse giuste, per provare a vincere ci vuole sempre un pizzico di improvvisazione».

C’è possibilità di maltempo sulle strade della Classicissima: cosa cambierebbe?
«L’andamento della corsa potrebbe cambiare di molto. Innanzitutto, la discesa della Cipressa diventerebbe molto scivolosa e quindi da affrontare con la massima attenzione, dato che risulterebbe selettiva. In generale, poi, l’intera gara sarebbe più dura.
Attenzione poi al vento: sulla Cipressa, col vento si sta bene a ruota e quindi i corridori sarebbero meno portati a fare selezione».

Quale può essere il punto chiave della corsa?
«E’ difficile individuare un momento cruciale, ma già la salita delle Manie sarà indicativa: se la si percorre ad alto ritmo, i velocisti saranno tagliati fuori, altrimenti saranno i favoriti all’arrivo».

Pensi che la squadra possa essere all’altezza della situazione?
«Certo. Sul capitolo squadra sono tranquillissimo, anche perché alla Tirreno-Adriatico ho potuto vedere da vicino alcuni miei compagni pedalare molto bene. Conosco l’importanza della squadra alla Milano-Sanremo, devi avere uomini che ti permettano di correre tranquillo fino alle fasi cruciali: l’ideale sarebbe avere un corridore che faccia alta andatura sulle Manie, poi fino alla Cipressa due compagni che ti supportino e che eventualmente possano seguire qualche attacco. Dal Poggio in poi, conta avere le gambe».

Come si concilierà la tua presenza in squadra con quella di Petacchi?
«Abbiamo caratteristiche opposte, ma questo fatto potrebbe essere un vantaggio per la squadra. Ritengo importante decidere con la squadra, prima di partire, quale tipo di gara impostare: parleremo tra di noi e con i tecnici».

Che cosa rappresenta per te la Milano-Sanremo?
«E’ qualcosa di speciale, è il sogno che vedevo da ragazzino alla tv e che sono riuscito a realizzare da corridore.
Il mio rapporto con questa corsa è molto intenso, tra l’altro non mi era mai capitato di pedalare così tanto sul percorso della Classicissima come ho fatto quest’anno.
La Milano-Sanremo è per me quello che per i corridori e gli appassionati belgi è la “Settimana Santa”».

A proposito di “Settimana Santa”, dopo la Sanremo ci saranno gli appuntamenti del Belgio. Sei pronto?
«Certo e per primo ci sarà il Fiandre: corsa fantastica, atmosfera impareggiabile ma dal lotto di favoriti più ristretto rispetto a una Sanremo. I nomi degli avversari più pericolosi sono tre: Sagan, Cancellara e Boonen. Sono convinto che Tom, nonostante i problemi avuti fino a ora, sarà molto competitivo, se non altro perché gli stimoli che gli offre la corsa sono enormi».

Al Fiandre sarà assente Ballan, ti dispiace?
«Certamente. In primo luogo, sentirò la sua mancanza come amico. Poi, dal punto di vista della corsa, Alessandro è sempre un faro al quale guardare per avere un significativo punto di riferimento».

Il terzo appuntamento è la Parigi-Roubaix, ci pensi già?
«Alla Roubaix manca ancora quasi un mese e, soprattutto, prima devo pensare a Sanremo e Fiandre. So che nel complesso dei tre appuntamenti mi gioco gran parte della stagione, quindi voglio affrontarli uno per uno con la massima attenzione e provando ad arrivare al via di ognuno di essi nel migliore dei modi».

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.