Anna Pavan dirige il Karakorum a San Cristoforo (foto di Guia Biscàro).

Anna Pavan dirige il Karakorum a San Cristoforo (foto di Guia Biscàro).

di Gino Cervi

Inauguriamo la serie di interviste a “donne in bici” che precorre – è il caso di dirlo – l’evento di cui cycle! sarà media partner il prossimo 10 marzo, la Pedalata per Lei, da Laveno Mombello a Casalzuigno, e ritorno, cicloturistica su pista ciclabile simbolicamente dedicata al tema della difesa dei diritti delle donne nel mondo, e per questo collegata a una raccolta fondi promossa da Action Aid.

La inauguriamo incontrando Anna Pavan, figura storica di Fiab Ciclobby. Da circa quindici anni è infatti tra i responsabili dell’organizzazione di Bicinfesta di primavera e di Bimbimbici, i due maggiori appuntamenti annuali dell’associazione, oltre che di altre numerose pedalate culturali alla scoperta di una cosa che non tutti sanno: Milano è una bella città.

«Non sono nata a Milano, ma mi sento orgogliosamente milanese, e sono convinta che Milano sia una bellissima città. Ho trascorso la vita professionale a insegnare prima pianoforte poi lettere nelle scuole medie. A Milano il mio rapporto quotidiano con la bicicletta è nato per pura comodità. Il percorso casa-scuola in bici richiedeva minor tempo e mi procurava maggior divertimento che prendere l’auto o aspettare il tram, per giunta risparmiando. Mi ricordo che fin d’allora – erano gli anni Ottanta – usavo il casco, pratica all’epoca per niente diffusa. La cosa suscitava la curiosità e l’ ironia dei ragazzi. In effetti aveva un che di ridicolo; i primi caschi da bici urbana imitavano nella forma e nel colore i caschi delle moto. Il mio era rosso fiammante.»

Quindi Milano + bici per te è una soluzione sostenibile, e pure da molto tempo.

«Ho sempre pensato che la bici predisponga al buon umore e all’apertura agli altri. Certamente posso dire che arrivavo a scuola più preparata ad affrontare il lavoro rispetto a tanti miei colleghi pigri. La mia prima biciclettata la organizzai proprio per la scuola in cui insegnavo, la Arioli-Pascoli. Coinvolse tutte le scuole del quartiere ed ebbe un buon successo. Poi, come si sa, una ciliegia tira l’altra: ci presi gusto e da allora non ho più smesso di organizzare per Fiab Ciclobby giri piccoli e grandi, dai giri d’arte alla grande Bicinfesta di Primavera annuale, con più di mille persone. Poi, quando sono andata in pensione, il mio legame con Ciclobby si è stretto ancor più. Da semplice iscritta, sono diventata una volontaria sempre più attiva. »

Anna, so che però tu coltivi ancora la tua passione di sempre: la musica. Come si combina il cantare col pedalare?

«Non è stato nulla di… premeditato. Il connubio tra bici e musica è nato da solo, molto spontaneamente. Durante i giri che guidavo mensilmente per Ciclobby sulle tracce delle bellezze artistiche e architettoniche della nostra città, spesso andando alla ricerca dei suoi aspetti più nascosti e minuti, mi veniva spontaneo cantare qualche aria, o semplicemente intonare una frase musicale. Succedeva così, d’impulso: i posti belli, chiese o palazzi che siano, mi ispirano ancora adesso un impulso irrefrenabile al canto. Mi accorgevo allora che la sorpresa era sempre gradita. Poi sono andata “sofisticandomi”, creando via via sorprese sempre più “organizzate”, con l’aiuto di gruppi di strumentisti o cori amici. L’evento più ambizioso fu un grande “concerto itinerante” in tre chiese, tenuto dal coro Orlando di Lasso nel 2003.»

Sì, ma non ti sei fermata qui, mi pare…

«Be’, in effetti tutto ciò era bello, ma anche faticosissimo dal punto di vista organizzativo. Molto più semplice “convocare” un proprio gruppo di musicisti. Ed ecco che è nata l’idea di creare un vero e proprio gruppo vocale, il mio caro Karakorum, che fece il suo debutto in una serata estiva all’Orto Botanico di Brera, con letture dell’allora direttore dell’Orto Botanico intervallate ai nostri madrigali. Cantammo poi il nostro prediletto repertorio rinascimentale nelle situazioni più varie: sullo scalone del convento di San Simpliciano, in San Maurizio, alla Fonderia Napoleonica Eugenia e in tanti altri luoghi. Poi , come succede quando si diventa grandi e maturi, il Karakorum si è emancipato e ha acquistato una sua vita del tutto autonoma che tuttora continua. Spegniamo quest’anno le dieci candeline!»

Dunque Milano ti ispira: la bici, il canto ma anche libri…

COPERTINA_EvvivaBici_rid«Sì, è così. L’idea di scrivere un libro sui percorsi milanesi in bicicletta, è nata quando Luigi Riccardi, il compianto fondatore di Ciclobby e di Fiab, mi spinse con molta insistenza a porre ordine nel materiale che avevo raccolto per anni nel mio vagabondaggio felice, quotidiano, per le strade di tutti i nostri quartieri, dal centro alla periferia, alla ricerca di cose sempre nuove da mostrare. Con Guia Biscàro, architetto e fotografa, anche lei di Ciclobby, ho condiviso l’emozione di scoprire tante bellezze nascoste. Alla sua finissima sensibilità di fotografa si debbono le belle fotografie che sono andate a illustrare i testi prima di Milano è bella in bici, pubblicata nel 2006; e poi, tre anni dopo, nel 2009, di Evviva Milano in bici, entrambi i libri editi da Milano Expo. Insieme le due guide presentano circa cinquanta percorsi a tema. Con nostra grande sorpresa e gioia, hanno avuto un successo editoriale inaspettato.»

Quale è stato e quale è il tuo impegno con Ciclobby?

«In questi ultimi anni mi sono dedicata soprattutto all’organizzazione dei due grandi eventi annuali di Ciclobby, Bicinfesta di Primavera e Bimbimbici, due manifestazioni ormai storiche, che richiedono parecchi mesi di preparazione e che non mi lasciano più il tempo di seguire anche altri aspetti della sempre più ricca e variegata attività di Fiab Ciclobby. La nostra associazione è oggi impegnata su tantissimi fronti perché la bici, fortunatamente anche da noi sul modello di molte altre città europee, si sta affermando come il motore di una rivoluzione della mobilità urbana. A dir la verità, il cambiamento in altri paesi è in atto da decenni: noi in Italia dobbiamo colmare ancora un grande divario. Di pari passo col ruolo sempre più importante riconosciuto oggi alla bici, è cresciuta anche l’importanza di questa bella associazione a cui sono felice di aver dedicato tante mie energie.»

Due pagine di Evviva Milano in bici

Due pagine di Evviva Milano in bici

 

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