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Di Lorenzo Franzetti

Il ciclismo vive anche grazie a tante, tantissime donne come lei. A cycle! pedalata per Lei, Lucia Trevisan rappresenta le migliaia di volontarie che operano nel mondo delle due ruote. «La mia, forse, non è una storia così interessante, come le altre che avete pubblicato», si lascia sfuggire questa signora, con l’umiltà tipica dei volontari della bici, quelli che lavorano dietro le quinte. E, invece, cycle! va a cercare tutte, ma proprio tutte le facce da bici, perché ogni storia merita di essere raccontata.

542107_3116723602358_1238600152_nQuella di Lucia Trevisan è una storia di una passione di famiglia, nata per caso:«Ho cominciato a seguire mio figlio, che correva nelle categorie giovanili, con il Gs Prealpino, poi il ciclismo ha preso anche me». Le domeniche al seguito delle corse non si contano, poi è diventato un impegno in prima persona: nelle società giovanili e nell’organizzazione delle corse.

Le corse ciclistiche si fanno, in Italia, perché ci sono persone come Lucia Trevisan (e sono tante) che spendono ore e ore, ma anche denari, per organizzarle: e organizzare le corse è diventato sempre più complesso, tra burocrazia, costi e sponsor che latitano. E poi ci vuole sempre chi fa il gregario e porta, simbolicamente, l’acqua: dai giudici di gara ai direttori di corsa, dagli autisti a chi lavora a ogni più piccoli dettaglio.

Lucia Trevisan è di Besnate e, al seguito della famiglia (con marito e figlio) ha cominciato anche a pedalare: per gioco, ovviamente. Ma nel ciclismo è difficile rimanere sempre a bordo strada, prima o poi, la bici ti cattura in prima persona.

Alla pedalata di Laveno Mombello, per i diritti delle donne, Lucia porterà un suo messaggio: «Vorrei promuovere un altro ciclismo, il Giro d’Italia Handbike che partirà tra pochi giorni». Assieme a Maura Macchi e ad altre donne, Lucia è l’anima del Giro d’Italia Handbike: una carovana che più che i campioni (che pur ci sono) raduna centinaia di storie meravigliose, dure certo, ma che hanno molto da insegnare. «Il nostro principale obiettivo è quello di mostrare un’alternativa a molte persone che, dopo le loro tragedie o a causa delle loro malattie, si chiudono in casa e perdono speranze. Noi vogliamo spronare queste persone a uscire, a unirsi a noi: perché il Giro d’Italia handbike è sì una gara, ma è soprattutto un’occasione unica per stare insieme, crescere, confrontarsi, reagire».

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Lucia con Maura Macchi al Giro d’Italia Handbike

La prima tappa del Giro handbike partirà da Roma, domenica 17 marzo, alla Maratona di Roma. Lucia Trevisan sarà come le altre donne al lavoro, dietro le quinte, per regalare momenti di festa a chi corre e a chi assiste all’evento.

Da Laveno Mombello, dalla nostra pedalata, simbolicamente, l’handbike entra nella blogosfera di cycle!: e siamo anche un po’ orgogliosi del nostro nome in inglese. Perché, al contrario dell’italiano, in cui la parola “pedala”, fa un chiaro riferimento a chi muove le bici con i piedi e le gambe, in inglese, cycle! va oltre. Non importa come fai girar le ruote e la catena: cycle! è l’esortazione più ampia e aperta che ci sia.

Per info: www.girohandbike.it (il sito entrerà in funzione tra qualche giorno)

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