“La bicicletta è quindi mitica, epica e utopica. […] E’ al centro di racconti che richiamano in vita la storia individuale insieme ai miti condivisi della collettività; sono due forme di passato solidali, capaci di conferire un accento epico ai ricordi personali più modesti. Come sempre, il futuro si nutre di una consapevolezza chiara del passato. La bicicletta diventa così simbolo di un futuro ecologico per la città di domani e di un’utopia urbana in grado di riconciliare la società con sé stessa” (Marc Augé, Il bello della bicicletta, 2008).

Da sinistra a destra, Giorgio Pancaldi, Marc Augé e Walter Bernardi: chi è il bello della bicicletta?

Da sinistra a destra, Giorgio Pancaldi, Marc Augé e Walter Bernardi: chi è il bello della bicicletta?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.