Eccomi con Ivan Basso, a scortarmi, in una tappa difficile

Eccomi con Ivan Basso, a scortarmi, in una tappa difficile

Eccomi a raccontarvi un altro capitolo del mio inizio stagione 2013: Parigi-Nizza, una grande esperienza per me.

Otto giorni di gara, che si sono aperti con un prologo e si sono chiusi con una cronoscalata.

Dietro a Bouhanni, una volata in rimonta, ma non è bastato

Dietro a Bouhanni, una volata in rimonta, ma non è bastato

Era la mia prima corsa che “contava” nel mio calendario, il primo appuntamento cerchiato in rosso.

Nel prologo iniziale sono andato subito bene: ho sfiorato di poco il piazzamento nei primi dieci e ho concluso undicesimo a soli 5” dal vincitore. Tutto secondo i piani, mi sono detto: ero ottimista, perché nei due giorni successivi mi aspettavano due sprint per provare a conquistare la maglia gialla di leader della classifica.

Nella volata della prima tappa sono rimasto un po’ chiuso, l’ho fatta in rimonta e ho finito al terzo posto. Nel secondo sprint, invece, sono arrivato secondo, dietro a Marcel Kittel, quel giorno superiore a tutti. Con gli abbuoni ce l’ho fatta: ho conquistato la mia prima maglia gialla. Non quella del Tour de France, certamente, ma comunque come leader di una signora corsa a tappe, tra le più prestigiose in assoluto.

Come avrete intuito, è stato un vero e proprio orgoglio per me: ho vissuto emozioni stupende, davvero.

foto2Tuttavia, la vita del corridore professionista è fatta di programmi e previsioni abbastanza precise: le prime tre tappe della Parigi-Nizza erano considerate un carico di lavoro perfetto in vista delle classiche, tappe dure e lunghe. La maglia gialla l’ho abbandonata presto, in una tappa non adatta alle mie caratteristiche.

Per altri due giorni, a seguire, ho indossato la maglia verde di leader della classifica a punti e ho cercato di difendere anche questo primato, ma invano, poiché le occasioni per gli scalatori erano troppe. E la natura non mi ha fatto grimpeur.

Arrivata a Nizza, in Costa Azzurra, la corsa si è chiusa con una bella cronoscalata sul col d’Eze: in una città molto bella, Nizza, con i dintorni altrettanto suggestivi. In fondo, il paesaggio e il bel contesto naturale rendono più piacevole anche lo sforzo massimale.

La Parigi-Nizza è andata per la prima volta a un australiano: ha vinto Richie Porte, uno tra i tanti talenti emergenti de team Sky che ha aperto alla grande questa stagione, andando fortissimo anche alla Tirreno-Adriatico con Froome.

Un mio bilancio? Sono soddifatto di questo primo appuntamento importante. Mannaggiak è mancata solo la vittoria, ma cercherò di prendermi presto un’altra grande soddisfazione. Prossima fermata, Milano-Sanremo, signori!

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