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di Gino Cervi

“In bicicletta si pedala e si pensa allo stesso tempo; anzi più si pedala e più si pensa”. Una semplice verità. Di quelle che escono dalla mente e dallo spirito di un vecchio saggio. Così parlò Alfredo Martini, novantadue anni compiuti il 18 febbraio scorso, sul “palco a pedali” del BiciFi. Deve aver fatto bene ad Alfredo la sua vita passata in bicicletta: prima in sella, poi appresso ai tanti corridori che, come fossero figli,  ha visto crescere, correre, vincere; e ora a portare in giro la sua venerabile figura di giovane novantenne. E a ricordare che il ciclismo, e ancor più la bicicletta, è una scuola di vita. Sì, una scuola di vita, e proprio per questo piena di fatiche e soddisfazioni, di sorprendenti successi e di rovinose cadute, di luce e di buio.

E per mostrare a tutti che dopo novanta e passa anni la bicicletta non rende solamente più saggi, ma è garanzia di invidiabile forma fisica, Alfredo Martini, sceso dal palco, si mette a pedalare su una delle decine di biciclette i cui pedali sono collegati al generatore elettrico dell’impianti luci del palco. E la scena torna a illuminarsi.

PS

Ah, dimenticavo. Alfredo Martini ha a cuore la corsa di cycle! e ci segue, come seguiva i corridori azzurri. Lo trovate nel numero 1, in una foto con la fantastica maglia rossoalabardata della Wilier Triestina;  e lo troverete nel prossimo numero di cycle!,  a metà marzo nelle librerie, in una commovente intervista rilasciata a Marco Pastonesi che ricorda la sua amicizia con Fiorenzo Magni.

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