di Gino Cervi

Elena Cutrona vive e lavora a Catania. E pedala. Una siciliana in bicicletta. Da corsa e in mountain bike. La Sicilia, anche se sono ancora in molti a non saperlo, è un posto fantastico per andare in bicicletta. Ce lo facciamo raccontare proprio da Elena, donna in bicicletta. Proprio come quelle che ci accompagnano, con le loro testimonianze, verso l’appuntamento di domenica prossima, 10 marzo, la cycle! Pedalata per LEI.

“Vivo a Catania, ai piedi dell’Etna, in un contesto di natura speciale che mi ha consentito di avvicinarmi al mare, alla campagna e alla montagna imparando ad amarli. Ho da sempre un rapporto molto forte con la natura. Amo la pittura di paesaggio e la pratico. Insegno educazione fisica nelle scuole superiori.”

Da dove nasce il tuo piacere di andare in bici?

“Nasce dalla volontà di stare all’aria aperta e di immergersi totalmente nel paesaggio; dal non avere limiti spaziali, e spostarsi con una velocità maggiore di quella che si ha andando a piedi, ma tale da potere cogliere dettagli e scorci che altri mezzi non consentono; dalla quasi assenza di rumore mentre si pedala. Mi piace anche andare a piedi, e fare trekking, però preferisco paragonare l’andare in bici, in strada o in fuori strada, al piacere che si prova andando per mare in barca a vela, altra attività che pratico. Anche in quel caso si pone orecchio a “rumori” riconoscibili e familiari: il vento, gli ingranaggi metallici, il suono che fa la ruota dentro a una pozzanghera, o quando slitta sul brecciolino, o calpesta le foglie. E’ un piacere dell’anima che ti porta a scoprire luoghi, ad affrontare la strada con un senso di avventura, misto però a un piacere sensoriale: i profumi del bosco, del mare, della campagna…”

In bici alla Playa 2.

In bici alla Playa 2.

 

Che bici possiedi?

“Ho una bici da corsa e una mountain bike.”

Preferisci pedalare da sola o in compagnia?

“Mi piace pedalare con altri, per mettermi a confronto (un po’ di agonismo… perchè no!). Però amo molto ma anche pedalare da sola con i miei pensieri. Assaporare sa sola il piacere della fatica, il gusto salato del sudore…”

Come si pedala a Catania e in Sicilia in genere?

“E’ un paradiso! Ci sono tutti i tipi di itinerari possibili. Il fondo stradale non sempre ottimale, le ciclabili sono quasi zero, ma ci sono migliaia di strade e stradine dimenticate, a bassissima intensità di traffico. Senza contare poi le infinite possibilità per il fuori strada. In città o nei centri abitati è un’altra cosa: può essere anche molto pericoloso!”

Ma se la Sicilia è dunque potenzialmente un paradiso per il ciclista, che cosa si dovrebbe fare per farne conoscere le bellezze ai ciclisti?

“Una domanda che in qualche modo coinvolge il problema ben più grande dello sviluppo economico e sociale dell’intera regione. Prima di tutto bisognerebbe garantire più sicurezza al cicloturista, più assistenza, più informazione. Oltre a fornire loro l’offerta di itinerari.”

Secondo te la bici può rappresentare una risorsa per il futuro?

“Non lo so se è il futuro. L’Italia forse in questo momento storico è messa troppo male per parlare di questo… La bici in altri paesi viene da tempo usata largamente da tutti. Forse dovremo farne di strada quanto a senso civico per poter arriverare anche noi un giorno a quelle buone pratiche!”

Come vengono considerati i ciclisti in Sicilia?

“Mah! Di ciclisti in giro ce ne sono sempre di più. Di cicliste molto meno. Guarda, proprio oggi a Centuripe, al bar della piazza, quando sono arrivata in bici da corsa in leggero ritardo rispetto ai miei compagni di bicicletta, tutti maschi, i paesani seduti al sole sulle panchine hanno chiesto: “La Signora anche lei è venuta fin qui da Catenanuova?”. E io, con una certa fierezza, ho risposto: “No, arrivo da casa mia, da Catania!””

 

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