LA MITICA 2012 strada bianca

di Lorenzo Franzetti

Valorizzare un territorio. Valorizziamola questa Italia, così bella ma così sgualcita! La bici, sì la bici: ci sali sopra, pedali, ti muovi. Vedi il mondo, entri nell’Italia: l’Italia silenziosa o quella vivace, entri dentro i paesi, esci sulle colline, attraversi i boschi, ti ritrovi in riva al mare. Il cuore batte, tumtutum, il respiro va in affanno: e allora ti fermi, ti prendi una pausa. E c’è il paesaggio lì attorno a te, c’è l’Italia coi suoi colori e i suoi rumori. Lentamente.

Valorizzare un territorio, in bici, comincia da questi gesti: semplici, ma non più tanto scontati. Cambiare qualcosa nel nostro vivere nel territorio non è facile. Cambiare qualcosa, in modo più slow. Per fortuna, sono finalmente in tanti, in questo bellissimo e un po’ dannato paese, che ci stanno pensando: qualcuno ci sta pure lavorando, con fatica. Fatica a far capire ai nostri politici quanto è importante il territorio, fatica a far quadrare i conti con la burocrazia e le tasse, fatica quotidana, ma si va, si va avanti: la bici insegna anche questo,a non fermarsi per un piccolo mal di gambe.

Valorizzare, significa guardare avanti, al futuro, pensare al presente, ma ricordando il passato: non è banalità. In certi luoghi, il passato è presente e sarà futuro. In certi luoghi il passato è Fausto Coppi, in altri è Gino Bartali, in altri ancora Gastone Nencini: miti, leggende, sono i “Garibaldi” del ciclismo… Che non è solo questione di un mozzo e un pignone. Ciclismo è cultura: c’è chi ci mette l’anima per questo. In molte parti d’Italia. Per esempio, in provincia di Varese, dove un organizzatore di corse agonistiche, Mario Minervino, si è intestardito nel voler lanciare un messaggio diverso: un corridore che gareggia, in quel caso una donna in coppa del mondo, lo fa in un territorio meraviglioso. Perché il ciclismo ha stadi infiniti, arriva sotto casa, attraversa valli e pianure, entra nei paesi. Dentro un territorio da valorizzare, sia gareggiando, sia rallentando: ma pur sempre in bici.

L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, sta partendo nelle terre di Fausto Coppi. Ci stanno provando gli infaticabili ciclosognatori della Mitica: in testa Pietro Cordelli, ma a ruota anche altri uomini di buona volontà. E hanno sviluppato un progetto: «La Mitica, la ciclostorica che si corre a giugno, è il veicolo promozionale per un progetto di valorizzazione della zona attorno a Castellania, in provincia di Alessandria. Un progetto di mobilità sostenibile e cicloturismo. Perché il nostro paesaggio, questo territorio, se lo meritano».

Il progetto Colli di Coppi è uno dei tanti, che stanno finalmente nascendo: in passato, dietro a queste iniziative c’era molta speculazione e nessuna passione. E anche ora, gli esempi negativi, i progetti finalizzati soltanto a mungere fondi pubblici, ci sono. Ma, come in questo caso, crescono i progetti veri, quelli dettati dalla passione e, soprattutto, dalla voglia di creare qualcosa d’importante. Prima nella mentalità, poi sul territorio: concretamente e mettendosi in gioco. In bici, naturalmente.

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