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L’Associazione Italiana Medici del Ciclismo (A.I.Me.C.) intende far conoscere la propria posizione in merito alla recente grave omissione di sicurezza del software gestionale della FCI, denominato bc.k, relativa alla violazione del codice in materia di dati personali sanitari sensibili (d.lg 30 giugno 2003, numero 196).

L’A.I.Me.C. fa notare che nella mattinata di mercoledì 13 marzo 2013, tramite il proprio legale, ha presentato un esposto con precise richieste di chiarimenti senza tuttavia avere avuto, ad oggi, alcuna risposta ufficiale dal Titolare e dal Responsabile del trattamento dei dati sensibili del software bc.k.

L’Associazione reitera pertanto la richiesta che al più presto venga documentato ufficialmente che il sistema bc.k è stato posto in totale sicurezza. A tal proposito si ritiene utile che tale importante certificazione venga emessa da un ente terzo, esperto in valutazione della privacy di piattaforme online, dopo accurata perizia e valutazione del software e del sistema, così da poter garantire a tutti i medici sociali e di fiducia l’adempimento degli obblighi richiesti dalla CTS della FCI nel pieno rispetto delle attuali normative vigenti in materia di privacy.

Sino a quando ciò non accadrà i medici sociali e di fiducia continueranno ad espletare con scrupolo e precisione tutte le loro importanti funzioni di tutela della salute ed a far effettuare ai propri atleti tutti gli esami strumentali e di laboratorio previsti dalle normative vigenti della FCI, dello Stato Italiano e degli altri enti nazionali ed internazionali di riferimento. I medici conserveranno i referti cartacei mantenendoli a completa disposizione degli organi di controllo in attesa di poterli inserire nel software gestionale nel momento in cui riceveranno le richieste assicurazioni.

L’A.I.Me.C richiede altresì che siano consultati legali esperti che, nel rispetto delle normative vigenti sulla privacy, valutino se è necessario cancellare dal sistema i dati che riguardano tutti i ciclisti dilettanti e professionisti che hanno cessato l’attività e che pertanto non forniscono più da tempo un aggiornato e valido consenso informato al trattamento dei dati.

I medici del ciclismo non vogliono in alcun modo essere ritenuti responsabili di violazioni della normativa della privacy e, pertanto, l’Associazione Italiana Medici del Ciclismo sottolinea ancora una volta la piena disponibilità a collaborare con le istituzioni, gli enti e le associazioni di riferimento affinché possa essere garantita la tutela della privacy dei dati sensibili degli interessati ossia di tutti i ciclisti professionisti e dilettanti tesserati per la FCI.

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